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11.03.2021 - 07:32
Aggiornamento: 18:04

Il Nazionale accelera sui motori troppo rumorosi

Approvata una mozione per sanzionare in modo più semplice e severo chi produce emissioni acustiche eccessive. La palla passa al Consiglio degli Stati.

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Keystone
Motociclisti sul passo del Gottardo, agosto 2020

Oltre 200 motociclisti si erano dati appuntamento lo scorso agosto dapprima sulla Piazza federale, poi sul passo del San Gottardo: protestavano contro la proposta di vietare le motociclette che emettono oltre 95 decibel. Era stata la consigliera nazionale Gabriela Suter (Ps/Ag) a formularla. La sua iniziativa parlamentare (e quella con cui chiede basi legali per introdurre radar anti-rumore) è stata poi ripresa in una mozione dalla Commissione dell’ambiente del Consiglio nazionale (Capte-N). L’obiettivo è analogo: sanzionare in modo più semplice e severo automobilisti e motociclisti che producono emissioni acustiche eccessive. L’idea ha fatto breccia. La Camera del popolo ieri ha approvato la mozione con 119 voti contro 65 e due astensioni. Contrario il gruppo dell’Udc e una minoranza dei deputati del Plr e dell’Alleanza del Centro. Il Consiglio degli Stati deve ancora esprimersi.

“Autovetture e motociclette rombanti producono un rumore molesto che può perfino far ammalare”. Così si era espressa in novembre la Capte-N, convinta che vi sia ‘‘una grande necessità di intervenire”. Si tratta di «prendere il rumore in flagrante delitto», ha spiegato ieri in aula la relatrice Delphine Klopfenstein-Broggini (Verdi/Ge). La mozione – adottata in commissione con 15 voti contro 10 al termine di un dibattito «rumoroso» – chiede in particolare l’adozione di misure contro veicoli modificati illegalmente e disposizioni volte a sanzionare più severamente comportamenti alla guida eccessivamente ‘rumorosi’ (multe più elevate, ritiro della patente, sequestro del mezzo, divieto di circolazione dei veicoli particolarmente rumorosi su determinate tratte, impiego di radar acustici). Lo scopo è di “conseguire velocemente miglioramenti nella lotta contro il rumore”, scrive la Capte-N. 

Nuove norme necessarie?

Non ce n’è bisogno, ha replicato in sostanza Walter Wobmann (Udc/So). Il presidente della Federazione svizzera dei motociclisti ha fatto notare che il quadro legale esiste già per punire i motociclisti eccessivamente rumorosi. Inoltre, dopo una sentenza del Tribunale federale del settembre 2019, in alcuni Cantoni i controlli sono stati intensificati e sempre più multe vengono appioppate ai conducenti per il rumore evitabile. E poi misurare il rumore non è così semplice, ha osservato: può dipendere dal fatto che la zona sia abitata o in campagna, dallo stato della strada o da altri fattori. Non va dimenticato, infine, che il lockdown ha reso le persone più sensibili al rumore.

«Il rumore fa ammalare le persone», ha ribattuto Simonetta Sommaruga. Per la consigliera federale non è accettabile che il comportamento di poche persone vanifichi gli sforzi compiuti dalla Confederazione, che spende miliardi di franchi in misure antirumore (come la posa di asfalto fonoassorbente, n.d.r.). Certo, già oggi esistono possibilità per sanzionare automobilisti e motociclisti molesti. L’ordinanza sulle norme della circolazione stradale già stabilisce il principio che “i conducenti, i passeggeri e gli ausiliari non devono cagionare alcun rumore evita­bile, specialmente nei quartieri abitati, nei luoghi di ripo­so e di notte”. È ad esempio vietato accelerare troppo rapidamente, soprattutto alla partenza, così come effettuare continuamente giri inutili all’interno delle loca­lità. Le disposizioni attuali però «non sono sufficienti», ha affermato la ‘ministra’ dei trasporti. Il plenum le ha dato ragione, seguendo il parere della maggioranza commissionale.

‘Rumorometri’ in arrivo

Il numero di lamentele per rumori molesti provocati dalle motociclette continua ad aumentare, ha dichiarato lo scorso autunno a ‘Le Nouvelliste’ Sophie Hoehn dell’Ufficio federale delle strade (Ustra). Markus Lehner, portavoce di motosuisse, ha detto al quotidiano vallesano che il 10-20% delle moto in circolazione in Svizzera potrebbero essere interessate dal limite di 95 decibel indicato nell’iniziativa parlamentare di Gabriela Suter. Inasprimenti sono ad ogni modo previsti a livello europeo, e la Svizzera dovrà adeguarsi.

La tecnologia intanto fa passi avanti. Se i modelli di radar acustici esistenti non permettono ancora di differenziare a sufficienza le fonti del rumore, «la ricerca ci sta lavorando e lo sviluppo avanza molto rapidamente», ha sottolineato Sommaruga. In diversi cantoni sono pendenti atti parlamentari che li invocano. In alcune città sono stati testati schermi che indicano i decibel emessi, allo scopo di sensibilizzare i conducenti. 

A Losanna un test con un radar anti-rumore ha dato buoni risultati lo scorso autunno. A partire da questo mese il dispositivo, smontabile e spostabile, verrà installato in diversi luoghi sensibili della città. La scritta ‘Bruit!’ (rumore) appare in rosso sul display quando il veicolo emette più di 83 decibel. Il radar anti-rumore rileva anche la velocità.

Uno strumento simile – detto ‘rumorometro’ – farà presto la sua apparizione anche in Ticino. Fornirà informazioni in tempo reale sui decibel emessi al passaggio dei veicoli. La sua messa in funzione è prevista per questa primavera, aveva indicato a suo tempo il Dipartimento del territorio (Dt). Non sono previste sanzioni. Lo scopo è anche qui di sensibilizzare automobilisti e motociclisti. “L’inquinamento fonico – ricordava allora il Dt – non lascia tracce visibili ma si accumula nelle persone sotto forma di stress psicofisico. Se il fastidio percepito può essere considerato soggettivo, le ripercussioni del rumore sulla salute sono obiettive (...). Sul lungo periodo, il rumore può gravare sulle prestazioni cognitive, essere causa di ipertensione, malattie ischemiche e, nei casi più gravi, di infarto”.

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