ministero-pubblico-andreas-m-ller-si-candida
(Keystone)
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
49 min

Anche Danimarca e Australia nella lista dei Paesi a rischio

L’Ufsp continua ad aggiornare la lista dei Paesi in arrivo coinvolti dalla variante Omicron e dai quali sono richiesti test negativo e quarantena
consiglio di stato
16 ore

Friburgo: la destra mantiene la maggioranza

Dopo un primo turno favorevole a socialisti e Verdi, con quattro candidati tra i primi sette, alla fine il risultato è stato ribaltato
votazioni cantonali
16 ore

A Zurigo legge sull’energia pulita, in Vallese stop ai predatori

A Ginevra si potranno destituire i consiglieri di Stato, eredità del caso Maudet. A Basilea Campagna nuovo piano di integrazione per gli stranieri
Svizzera
18 ore

Sì a Legge Covid e cure infermieristiche. Giustizia, secco No

La modifica della Legge Covid passa con il 62%; 61% e maggioranza dei cantoni per le cure infermieristiche. No al 68,1% per il sorteggio dei giudici
Svizzera
20 ore

Nasce ‘Aufrecht Schweiz’, il movimento politico corona-scettico

Gli oppositori alle misure anti-Covid, fra cui gli ‘Amici della Costituzione’, si uniscono in un movimento con l’obiettivo di entrare nelle istituzioni
Svizzera
22 ore

Verso il Sì alla Legge Covid-19. Segui i risultati in diretta

Secondo le prime tendente, si profila un Sì per Legge Covid-19 e cure infermieristiche, No al sorteggio dei giudici federali
Svizzera
23 ore

Votazioni, polizia erige protezioni attorno a Palazzo federale

Nei giorni scorsi i contrari alle misure anti-Covid avevano lanciato sulle reti sociali appelli per una manifestazione davanti al Parlamento
Svizzera
1 gior

‘La nuova variante si diffonderà anche in Svizzera’

A dirlo è la presidente della task force Covid-19 del Consiglio federale Tanja Stadler
Svizzera
1 gior

Giornata di votazioni federali e cantonali

A livello svizzero gli oggetti in votazione sono la Legge Covid-19, l’iniziativa ‘Per cure infermieristiche forti’ e l’iniziativa sulla giustizia
Svizzera
24.11.2020 - 12:350
Aggiornamento : 18:43

Ministero pubblico, Andreas Müller si candida

Il procuratore federale friburghese, noto per la vicenda Tinner, ha reso pubblico l'interesse per la successione a Michael Lauber

Si aggiunge un secondo nome nella corsa per la successione del dimissionario Michael Lauber alla testa del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Dopo il procuratore generale di Ginevra Olivier Jornot, anche il procuratore federale friburghese Andreas Müller, noto per il caso Tinner, ha reso pubblico il proprio interesse per l'incarico.

Müller ha confermato a Keystone-ATS un'informazione in questo senso divulgata oggi dai giornali del gruppo Tamedia. Il 57enne, che si definisce indipendente da qualsiasi partito politico, attualmente lavora presso l'assistenza giudiziaria dell'MPC. Jornot è invece affiliato al PLR.

Il procuratore non ha fornito ulteriori dettagli o indicazioni concernenti la sua candidatura, affermando di aspettare il colloquio con la Commissione giudiziaria (CG). L'organo parlamentare ascolterà Müller nel corso della giornata di domani.

I pretendenti in lizza saranno sottoposti a una procedura di valutazione esterna. La commissione si baserà sull'esito di essa per proporre un nome al Parlamento, sempre che sia soddisfatta e ritenga un aspirante idoneo alla carica: in caso contrario si procederà a un rinvio. Qualora tutto filasse liscio, l'elezione del nuovo procuratore generale della Confederazione da parte dell'Assemblea federale è prevista per la sessione invernale.

Dopo mesi di critiche per i suoi incontri segreti con il presidente della Federazione internazionale di calcio (FIFA) Gianni Infantino, Lauber ha annunciato le proprie dimissioni lo scorso luglio. Il procuratore generale era confrontato con una procedura di revoca e rischiava di essere comunque sollevato dalla sua funzione.

Vicenda Tinner

Müller lavora da tempo per la procura federale. Il suo nome è legato principalmente alla vicenda Tinner, un intricato caso di contrabbando atomico internazionale che ha visto Friedrich Tinner e i suoi figli Urs e Marco condannati - ma con pene patteggiate - nel 2012 tramite rito abbreviato per violazione della legge federale sul materiale bellico.

In qualità di giudice istruttore federale, Müller ha accusato la famiglia di ingegneri sangallesi di aver collaborato tra il 1998 e il 2003 con la rete del pachistano Abdul Qadeer Khan, che forniva segretamente alla Libia tecnologia per la bomba atomica. I tre imputati erano implicati in un traffico di elementi destinati alla fabbricazione di centrifughe a gas per ottenere uranio arricchito.

In realtà i rapporti sarebbero cominciati già negli anni '70, ma l'indagine considerò come punto di partenza l'entrata in vigore della legge svizzera sul materiale bellico, il 1° aprile 1998. Stando alla ricostruzione, i Tinner furono poi reclutati pure dalla CIA.

Proprio le relazioni con gli americani e le pressioni da Washington furono verosimilmente la ragione principale per cui nel 2007 il Consiglio federale, adducendo motivi di sicurezza, ordinò la distruzione di gran parte del dossier. Secondo Müller, all'epoca molto critico nei confronti dell'intromissione dell'esecutivo, il governo ha pesantemente intralciato l'inchiesta, facendo eliminare il 98% dei mezzi di prova.
 
 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved