laRegione
Nuovo abbonamento
Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
6 ore
Meteo, temperature oltre i 30 gradi un po' in tutta la Svizzera
Record odierno, a Visp, con 32,5 gradi. In Ticino la colonnina di mercurio è salita a 31,2 gradi a Biasca
Svizzera
6 ore
La Confederazione richiama milioni di vecchie mascherine
Rinvenute tracce di funghi su uno stock acquistato nel 2007 e distribuito a istituzioni e cantoni. Una parte del lotto è già stato utilizzato.
Svizzera
6 ore
Politici Udc lanciano un referendum contro la rendita ponte
La prestazione è un invito a licenziare i lavoratori anziani, sostiene il comitato. Il partito nazionale si concentrerà sull'iniziativa anti-libera circolazione.
Svizzera
7 ore
Frontalieri e Accordo quadro, incontro ieri a Berna
Ieri la direttrice della Seco Ineichen Fleisch e il capo degli Affari europei Balzaretti hanno ricevuto il sottosegretario italiano agli esteri Scalfarotto
Svizzera
7 ore
Falsi sordi chiedono soldi, la Federazione mette in guardia
I truffatori fanno firmare una petizione facendo credere che il denaro verrà dato in beneficenza. La Fss: chiamate subito la polizia.
Sondaggio
Svizzera
8 ore
L'app anti-Covid non convince gli Svizzeri. Cosa ne pensi?
La metà degli svizzeri non ha intenzione di scaricarla, ma Berna ribadisce: 'È questione di responsabilità sociale'
Svizzera
9 ore
Svizzera, vai in un paese a rischio? Salario a rischio!
Chi deve rimanere in quarantena perché rientra da una delle 29 nazioni sulla lista rossa di Berna potrebbe farlo senza paga
Diretta
Svizzera
11 ore
Coronavirus, quasi tremila persone in quarantena in Svizzera
Il tasso di replicazione del virus è sopra lo zero. Mister 'Covid-19': dobbiamo riportarlo sotto l'1. Un quarto dei casi importato
Svizzera
12 ore
Auto sotto il sole cocente, trappola mortale per gli animali
Le raccomandazioni per il periodo estivo della Protezione svizzera degli animali. Abbassare leggermente il finestrino non serve a nulla.
Svizzera
12 ore
Sviluppo 'esplosivo' delle vendite di moto e scooter
Motosuisse definisce 'sensazionale' il bilancio del primo semestre, 'dopato' dai mesi di maggio e giugno. Le motociclette fanno da traino.
Svizzera
12 ore
Coronavirus, 88 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Meno test
Flessione nell'aumento di persone che hanno sicuramente contratto il virus: ieri si era sopra quota 100. Dieci i ricoveri
Olten
12 ore
Coronavirus, nessun infetto tra i 300 in quarantena a Olten
Nessuna conseguenza per gli avventori del club 'Terminus'. Rischia invece pesanti multe la giovane che, a Grenchen, aveva ingorgato l'ordine di isolamento.
Svizzera
13 ore
Nessun comune vuole cambiare nome all'Agassizhorn
Dopo Grindelwald, anche Guttannen e Fieschertal respingono la richiesta. Prendono però 'chiaramente' le distanze dalle teorie del glaciologo razzista.
Svizzera
15 ore
Vallese, alpinista tedesco perde la vita
Si tratta di un 55enne caduto ieri mentre stava rientrando da una scalata sulla Dent Blanche
Svizzera
15 ore
Coronavirus, nel Canton Berna i 'toccati' geolocalizzati
Sul sito internet dell'amministrazione riportate, tre volte la settimana, le località dove vengono registrati nuovi casi. Ma i dati rimangono in forma anonima
Gallery
Svizzera
16 ore
Covid, nelle stazioni svizzere la mascherina non fa presa
Un terzo dei passeggeri che transita nelle stazioni durante gli orari di punta non la indossa
Svizzera
17 ore
Svizzera sempre più terra di milionari
E' cresciuto anche lo scorso anno il numero dei Paperoni nel nostro Paese. Ma i patrimoni dei fortunati risentono del colpo della pandemia
Svizzera
18 ore
L'app SwissCovid non convince gli svizzeri
La maggioranza degli interpellati, secondo un sondaggio di Comparis, non vi ripone molta fiducia e crede che violi la protezione dei dati
Svizzera
1 gior
Quarantena per tutti i 60 dipendenti di un'azienda vodese
La misura riguarda l'intero personale della Favre Sa. Il suo amministratore: origine sicuramente esterna.
Svizzera
19.01.2019 - 05:500

Un clima da sciopero

‘Sciopero del clima’ anche in Svizzera, oltre 20mila giovani in piazza per ‘il diritto a un futuro’.

La politica se la prende comoda: un mese fa il Consiglio nazionale ha affossato la nuova legge federale sul CO2, destinata a concretizzare gli impegni assunti dalla Svizzera sottoscrivendo l’Accordo di Parigi sul clima. I giovani invece hanno fretta, vogliono “agire subito”. Ieri mattina circa 12mila scolari, studenti e apprendisti sono scesi in piazza in diverse città del Paese. Veronica Bozzini era a Zurigo. La 24enne di Arbedo-Castione, al quinto e ultimo anno di ingegneria ambientale al Politecnico, racconta alla ‘Regione’ com’è stato il terzo ‘sciopero del clima’ in città dopo quelli, meno frequentati, degli scorsi 14 e 21 dicembre.

Circa 22mila giovani in piazza, 2mila solo a Zurigo. Com’è andata?

Bene, oltre le aspettative. Penso che la marcia ha avuto un impatto abbastanza forte: ha attraversato diversi punti della città ed è stata seguita dai mass media. C’erano studenti universitari come me, ma soprattutto liceali e allievi delle scuole medie. E anche genitori con i loro figli.

In Ticino niente. Come se lo spiega?

In Ticino purtroppo siamo arrivati un po’ tardi. Forse a causa della lingua [l’appello a scioperare è partito su WhatsApp in tedesco e in francese, ndr]. Tra ieri e oggi [giovedì e venerdì per chi legge, ndr] anche in Ticino però si sono creati dei gruppi WhatsApp, con centinaia di persone. Quindi i giovani pronti a protestare ci sono anche in Ticino. Sicuramente succederà qualcosa – una demo – il 2 febbraio: per quella data saremo pronti.

Alle scuole dell’obbligo o al liceo le è stato insegnato qualcosa sul clima?

Sono passati più di cinque anni... Ma non ricordo che la questione sia stata affrontata alle medie o al liceo. La problematica l’ho ‘scoperta’ arrivando qui a Zurigo. Spero che nel frattempo le cose siano cambiate. E che la questione possa trovare maggiore spazio: in scienze o in geografia, ma non solo, visto che il cambiamento climatico ha importanti conseguenze economiche e sociali.

Lei studia ingegneria ambientale al ‘Poli’. Perché questa scelta?

Una certa sensibilità per l’ambiente era nata già ai tempi del liceo. E poi mi piacevano le materie scientifiche. Quindi...

Le “importanti conseguenze economiche e sociali” a cui accennava, le sono state insegnate al Politecnico?

L’aspetto umanistico non è presente nel mio curriculum. Il tema del cambiamento climatico resta un po’ à côté. Viene però trattato – dal profilo sociologico e politico – in scienze ambientali. E io ho scelto di seguire anche qualche corso sulla politica climatica.

Torniamo allo ‘sciopero del clima’. È il suo primo sciopero?

No, ho partecipato allo sciopero di Katowice [in Polonia, dove a inizio dicembre si è svolta la 24esima Conferenza Onu sul clima, ndr]. Beh, era più una marcia di protesta che uno sciopero...

E in precedenza? Ha militato in gruppi studenteschi o in partiti giovanili?

No.

Si può dire che ha scoperto la politica partecipando a questo ‘sciopero’?

Sì. E grazie all’organizzazione Swiss Youth for Climate, di cui faccio parte.

Per i liceali scioperare vuol dire fare i conti con l’illegalità. Come la vede?

È inevitabile che movimenti che rivendicano certi diritti facciano i conti con la questione della legalità. La cosa non va vista per forza in modo negativo. Lottiamo per una causa giusta, per cui una certa dose di illegalità ci può stare. Basta che la protesta non sfoci in violenza.

Questa mobilitazione può durare nel tempo, farsi movimento?

Speriamo. In altri Paesi sta durando da mesi. Io sono fiduciosa.

Il vostro movimento si definisce apartitico. Però la questione climatica è eminentemente politica...

Certo. Infatti non siamo apolitici: vogliamo mandare un messaggio alla politica.

 

Migliaia e migliaia di giovani – forse addirittura 22mila, secondo gli organizzatori, che ne attendevano non più di 6-7mila – sono scesi ieri nelle strade di diverse città svizzere per un nuovo ‘sciopero del clima’ dopo quelli, molto meno frequentati, del mese scorso. Scolari, studenti e apprendisti hanno saltato le lezioni per manifestare, chiedendo che le emissioni di gas serra siano eliminate entro il 2030 e che venga dichiarata l’emergenza ambientale.

A Losanna, stando alla polizia municipale, oltre 8mila (!) giovani si sono radunati in centro per sfilare. Hanno scandito slogan come ‘no all’inquinamento, sì all’ecologia, e brandito cartelloni con scritte del tipo ‘Salvare la Terra non è domandare la Luna’ e ‘Non c’è un pianeta B,’ prendendo di mira il nucleare e affrontando temi come l’innalzamento del livello degli oceani. In molti hanno raggiunto la manifestazione alla pausa delle 10. Tra i sostenitori illustri, il premio Nobel del 2017 per la chimica Jacques Dubochet. “I giovani non possono aspettare, è la loro vita e non la lasceranno a nessuno”, ha scritto sul ‘Journal de Morges’.

Minore il seguito a Zurigo. Stando agli organizzatori, gli studenti riunitisi davanti alla sede del Politecnico federale erano circa 2mila. La polizia ha contato solo qualche centinaio di partecipanti. Si tratta del terzo ‘sciopero’ del genere a Zurigo, dopo quelli del 14 e 21 dicembre. Le assenze da scuola non saranno condonate, ma verranno conteggiate.

Diverse centinaia di giovani si sono trovati a Lucerna, così come nel canton Argovia, ad Aarau e a Baden. Sulla piazza della stazione del capoluogo cantonale gli studenti erano circa 300. Questi hanno chiesto che “i lobbisti del petrolio” siano spediti “in galera”.

Buona l’affluenza in quel di Neuchâtel - quasi 1’500 allievi secondo i giornalisti sul posto –, dove è stata depositata una risoluzione alla cancelleria cantonale che anticipa il lancio di una mozione popolare. Nel primo pomeriggio a Ginevra si contavano più di 4mila partecipanti. Il dipartimento cantonale dell’istruzione pubblica ha consentito agli alunni di aderire all’iniziativa. Per i minorenni era necessario il nullaosta dei genitori.

I manifestanti a Basilea sono accorsi a centinaia (erano oltre mille per i promotori). A Bienne i ragazzi erano 400 stando all’organizzazione, 250 per le forze dell’ordine. ‘I ghiacciai si sciolgono, la nostra determinazione no’, hanno scritto tra le altre cose. Nel Giura il raduno è cominciato verso mezzogiorno a Porrentruy per poi spostarsi a Delémont. Adunate simili anche a Friburgo (mille partecipanti), Zugo, Soletta e Coira. Tra le ultime, cronologicamente, ad attivarsi vi sono state Berna (mille partecipanti circa) e Sion (300), dove il raduno è scattato a pomeriggio inoltrato.

© Regiopress, All rights reserved