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Secondo successo stagionale per il caraibico (Keystone)
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02.05.2021 - 20:060

Hamilton, ancora una volta. Primo anche a Portimao

Il caraibico primeggia nel Gran Premio del Portogallo. Con lui, sul podio ci salgono Verstappen e Bottas

Lewis Hamilton vince nuovamente e convince come sempre per la concentrazione e la pulizia di guida. Nulla da eccepire: guida una monoposto che continua a essere di un altro pianeta. Verstappen lo segue da vicino, certamente con un grado di maturità che fa ben sperare almeno in una lotta al centesimo. Proprio i centesimi sono stati una parte divertente della gara di oggi, quando a tre giri dal termine Bottas prima e l'olandese poi hanno pensato di andarsi a cercare il punto del giro veloce, al termine della corsa, vista la superiorità e irraggiungibilità di Hamilton. Bottas ce la fa, e pure Verstappen sembra riuscirci, ma stacca il cronometro con tutta la monoposto fuori dalle righe e di conseguenza il tempo viene annullato e il punticino va al finlandese, che anche oggi non ha convinto minimamente pur partendo dalla pole.
La gara è stata alquanto noiosa e purtroppo l'unico ritiro da annotare è quello di Raikkonen, che ha colpito il compagno Giovinazzi autore di una serie di cambi di direzione che il regolamento non consentirebbe proprio sul rettifilo di arrivo. Peccato: si sarebbe potuto vedere di meglio, anche perché il tarantino alla zona punti ci è andato vicino per davvero.

Come scrivevamo, non è che sia accaduto poi molto, ma annotabile e degno di attenzione è il marchiano errore di strategia commesso dalla Ferrari, unica a montare all'incolpevole Sainz le medie anziché le dure (come tutti), ottenendo un degrado importante che ha fatto mangiare dagli avversari il bravo spagnolo. Va detto sempre con chiarezza: a Maranello vige un corridoio e una politica che nessun team di F1 conosce (chiedere a Vettel per conferme) e non è gradito che lo spagnolo sia già spesso più veloce del Predestinato Leclerc. Nella sua storia, la Rossa ha una capacità scientifica di distruggere a tavolino le carriere dei piloti come nessun altro team. Regazzoni su Lauda ad esempio, e poi ancora la gomma non trovata per non permettere a Irvine di divenire campione del mondo dopo l'incidente di Schumacher, e via di questo passo. Barrichello e Massa furono compagni molto mansueti e addolciti, noi speriamo che Sainz non venga piegato alle ragioni di stato perché è un bravo e capace pilota. Merita spazio e rispetto.

Triste in pista la Haas: presa la decisione di non fare praticamente nulla allo sviluppo, tutto votato al 2022, ha fatto impressione vedere Mick Schumacher (che non è il padre...) arrancare in apertura contro Latifi che col propulsore Mercedes-Benz filava via sul rettifilo. Un errore ha poi permesso al giovane figlio d'arte di prendere la 17esima posizione, ma che fatica...

Alonso resta un lottatore e la semplicità di guida di queste monoposto e la minor fatica del passato permettono anche a un pilota non esattamente di primo pelo di competere con una valida Alpine. Ammirevole senza dubbio e in crescita. Ocon davanti a lui dice come e quanto il team transalpino possa sorprendere nel proseguo del Mondiale.

Non altrettanto si può dire per la Aston Martin, che ha incredibilmente perso il passo rispetto alla Racing Point del 2020. E qui non si tratta di un problema di piloti, visto che i pessimi risultati toccano entrambi e non solo il criticato Vettel. Il tedesco ha confidato a un amico svizzero di essere molto sorpreso dal peggioramento verticale della prestazione su tutti i fronti. Certo, il tema dell'inclinazione della monoposto ha tolto molta portanza rispetto all'anno scorso, ma la risposta non può essere tutta lì. La voce meglio espressa da radio paddock è che un certo supporto di Mercedes-Benz sia diminuito per il conflitto di interessi in corso di Toto Wolff che è anche azionista Aston Martin e in predicato di prendere in mano le sorti del team in caso di ritiro (sempre più probabile) della Mercedes-Benz dalla F1 vista l'opinione di Källenius, Ceo Daimler.

Un plauso a Norris, anche lui davvero molto maturo per l'età, e con una McLaren che si propone come terza forza del mondiale, costante, veloce, attento a non mettersi in difficoltà tentando prestazioni che vadano oltre, ma allo start sempre sagace nei sorpassi. Ben condotto anche dal suo muretto, indubitabilmente una bella conferma di questo 2021.

Tra pochi giorni tutti in pista a Barcellona, forse, pare, con qualche spettatore, a riprova che davvero in F1 si stia facendo di tutto per tornare a una vita normale, capace di cucire e curare le tante ferite economiche che il Covid ha aperto.

Solo una cosa non cambia, Hamilton.

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