Ciclismo

Vingegaard a caccia della Tripla Corona, senza quasi rivali

Il danese grande favorito alla vittoria finale del Giro d'Italia, che domani scatterà dalla Bulgaria. Pellizzari e Bernal da podio

(Keystone)
7 maggio 2026
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Dal favorito numero uno Jonas Vingegaard a Giulio Pellizzari, passando dai vari Adam Yates, Egan Bernal, Michael Storer, Felix Gall, Ben O’Connor e Derek Gee. Tutti al via sognando la maglia rosa. La 109esima edizione del Giro d’Italia, ancora senza quel Tadej Pogacar trionfatore nel 2024, domani scatta per la prima volta nella storia dalla Bulgaria. Saranno in tutto ventuno le tappe, l’ultima delle quali a Roma il 31 maggio con un circuito nei pressi dei Fori Imperiali.

Fari puntati sull’esordio in terra italiana di Vingegaard che, conquistato sia il Tour de France (due volte) che la Vuelta, cercherà di entrare nel ristretto club dei vincitori di tutti e tre i Grandi Giri. Un’impresa non ancora realizzata dal già citato Pogacar. Il danese sarà ‘scortato’ dal compagno di squadra e gran passista Sepp Kuss, nonché da Wilco Kelderman. Non sarà da meno la Red Bull-Bora-Hansgrohe con il vincitore dell’edizione 2022 Jai Hindley e Pellizzari a capeggiare una formazione sempre protagonista nelle ultime stagioni e che vedrà inoltre presente Aleksandr Vlasov. Di altissimo livello pure la Uae: Yates, il ritorno di Jay Vine senza dimenticare l’esordio del nostro Jan Christen. I rossocrociati presenti saranno in totale cinque.

Il 26 maggio la tappa Bellinzona-Carì che inaugurerà la terza settimana

Sarà dunque la Bulgaria che ospiterà la Grande Partenza del Giro. Il plotone affronterà tre frazioni attraversando il Paese nella sua interezza fra paesaggi spettacolari. Dalle antiche coste del Mar Nero allo skyline medievale di Veliko Tarnovo, fino ai passi montani sopra Plovdiv e Sofia. La frazione inaugurale di 147 km totalmente pianeggiante offrirà soprattutto a un velocista la possibilità d’indossare la prima maglia rosa. Dalla metropoli di Burgas scatterà pure la seconda frazione, molto lunga, che porterà il gruppo a ridosso delle sponde rocciose del fiume Jantra (affluente del Danubio). Qui non sarà verosimilmente terreno da sprinter, che rischieranno di rimanere tagliati fuori dalla salita del Lyaskovets Monastery Pass, dove i corridori muniti di un buon cambio di passo dovranno far valere tutta la propria esplosività, in prossimità del traguardo.

La terza e ultima tappa in suolo bulgaro collegherà le due città maggiormente popolose, Plovdiv e la capitale Sofia, la cui altimetria piuttosto regolare sarà interrotta bruscamente dal Passo di Borovets, nota località sciistica. I velocisti avranno comunque tempo e spazio di piazzare un’altra zampata. Poi la carovana inizierà la sua lunga risalita del Belpaese con un primo grande appuntamento in occasione della settima frazione: la terribile salita del Blockhaus. Dopo l’unica cronometro in programma, 42 chilometri totalmente pianeggianti, la corsa si trasferirà nelle Alpi per la terza e decisiva settimana che martedì 26 maggio prevede la frazione interamente ticinese fra Bellinzona e Carì.

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