Calcio

‘Differenze di fondo con il ‘caso Fischer’

Per il presidente dell'Asf Peter Knäbel la vicenda di Xhaka non è paragonabile a quella dell'ex selezionatore della Nazionale di hockey

‘Tutti possono sbagliare, ma non tutti lo ammettono’
(Keystone)
21 settembre 2026
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Per l’Asf, il ‘caso Xhaka’ e quello che aveva avuto per protagonista l’ormai ex selezionatore dei rossocrociati dell’hockey Patrick Fischer presentano delle differenze. Se Fischer era finito sulla graticola per il falso certificato vaccinale richiesto per poter partecipare alle Olimpiadi, il capitano della Nazionale di calcio non l’ha fatto per una necessità legata a qualche impegno calcistico in rossocrociato. Per questo, il presidente dell’Asf Peter Knäbel, che ha viaggiato assieme alla selezione alla volta del campo di allenamento in Turchia, parla di «grandi differenze tra i due casi».

Nel 2022, Xhaka non necessitava di alcuna attestazione vaccinale per alcun torneo, e nemmeno per partite internazionali. All’epoca, l’Asf aveva sì diramato delle raccomandazioni di vaccinazione, «senza peraltro prevederne l’obbligo». Il direttore delle squadre nazionali (uscente) Pier Tami ricorda dal canto suo che la vaccinazione fosse «una questione privata che non aveva alcunché a vedere con la selezione. L’Asf non l’ha imposta a nessuno».

In virtù di ciò, la Federazione non intravede per il momento dei collegamenti diretti tra questo caso e la funzione di capitano di Xhaka. Per Tami, con la dichiarazione pubblica di Xhaka, la questione è da ritenersi chiusa. L’elemento decisivo è stato la reazione mostrata dal 33enne con il suo entourage: «Tutti possono commettere degli errori, ma non tutti sono pronti ad ammetterlo. Apprezzo la sua reazione». Knäbel ha pure lui valutato positivamente il comportamento di Xhaka: «Con la sua reazione ha mostrato come un capitano deve reagire». Ciò non significa comunque che la questione relativa al suo futuro internazionale sia già tracciata: «Di tutto questo discuteremo più in là». Per la Federazione, la priorità per ora è la preparazione sportiva delle prossime sfide di Nations League: «Per la squadra era importante che la questione fosse chiarita prima di questi impegni», ha spiegato Tami. Le dichiarazioni rilasciate in passato da Xhaka a proposito della vaccinazione saranno comunque oggetto di valutazione: «È una questione morale».

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