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14.11.2021 - 15:23
Aggiornamento: 16:29

Massagno e Lugano, sconfitte che bruciano

La Spinelli si è fatta sorprendere sulla sirena dal Nyon, mentre i Tigers, apparsi in crescendo, hanno sfiorato il miracolo contro Ginevra

di Dario ‘Mec’ Bernasconi
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Weekend da zero punti per le due ticinesi. Dal mezzo miracolo del Lugano contro Ginevra, al mezzo miracolo del Nyon che ha inflitto la prima sconfitta alla Spinelli.

I Tigers hanno perso nell’ultimo giro d’orologio una sfida che era iniziata male, 2-13 al 3’ e poi raddrizzata man mano, prima con un 8-0 e poi punto a punto per il 14-19 alla fine del quarto. Nel secondo quarto il +8 dei ginevrini al 6’, 22-30, è stato recuperato dai bianconeri e messo in parità da Bracelli allo scadere a quota 32. Stesso canovaccio nel terzo quarto con i Tigers a subire le triple di Zekovic, ma finendo sul 46-48. Ultimo quarto con il recupero da -8, grazie a un parziale di 13-2, con il primo vantaggio sulla tripla di Stevanovic e un libero su 2 per Robertson: 60-57 al 7’. Ginevra risponde con 7 punti consecutivi, grazie a due palle perse banalmente: 60-64 a 27” dalla sirena. Humphrey da 3 ricuce a -1: altra palla persa da Stevanovic e fallo: dalla lunetta, a 18” dalla fine, Suggs mette un libero su due: 63-65. In panchina nessuno chiama il più evidente dei time out, e così Stevanovic va a (s)concludere: spadellata e fallo che Zekovic punisce con due liberi decisivi. Perdere contro una squadra che schiera quattro stranieri e 4 nazionali e costa due volte e mezzo ci può stare, ma contro dei Lions così sconclusionati e senza logica, era l’occasione buona per incamerare i due punti. Chiaro che sbagliare 10 tiri liberi pesa, 24/34, 3 Criswell e 6 Robertson, ma va considerato anche che i tre americani sono stati in campo 40 minuti ed è chiaro che fisicamente non ne avevano più: Robertson, 26 punti e 11 rimbalzi è stato dominante, peccato che Criswell, 2/8, 9 punti e 6 rimbalzi, e Humphrey, 3/11, 10 punti e 5 rimbalzi, non l’abbiano seguito nelle realizzazioni. Cafisi e Togninalli hanno dato i loro contributi, mentre Stevanovic, buona la sua difesa su Portannese e 6 rimbalzi, ha trovato la tripla dell’illusione che poi ha spento con alcune scelte sciagurate che, da esperto, non può più permettersi. Un Lugano comunque in crescendo e che certamente potrà fare una seconda parte di stagione di un certo valore. Deludente Ginevra perché non è possibile che, con un tale roster a disposizione, la squadra giochi tanto male e, quando non può mettere le mani addosso, è fragile in difesa.

La sconfitta della Spinelli ha qualche giustificazione: l’assenza dei fratelli Mladjan e l’espulsione di Nikolic, per due falli antisportivi, all’ottavo del primo quarto. Poi c’è la giornata no al tiro che può capitare a tutti: 27/67 non è una percentuale da Sam, con Kovac 4/14, Martino 2/12, Taylor 10/20, Se poi a segnare sono solo in 6 contro gli 8 del Nyon – comunque entrambe con 4 giocatori in doppia cifra – si spiega anche una sconfitta di 2 punti. Nyon ha tirato col 50%, 31/62, trovando la metà dei punti dentro l’area contro i 28 della Spinelli: chiaramente l’assenza di Nikolic è stata pagata a caro prezzo. Una Spinelli partita forte, 5-16 al 4’ e poi andata in calando: 24-20, 17-16, 17-16 e 20-24 i parziali nei quarti, a testimonianza di una battaglia punto a punto, ma sempre a rincorrere dal 7’ in poi. E quando si è in pochi, rincorrere consuma energie e conseguente lucidità. Finale in grande rimonta dal 70-62 al 34’, con 9 punti consecutivi di Williams, fino al 76 pari con Taylor a 18” dalla sirena: ci ha pensato Jaunin, e chi se no, a chiudere sulla sirena con un due punti letali.

«Quando le giornate sono storte, c’è poco da fare – il commento di Gubitosa –: abbiamo pagato l’espulsione di Nikolic, a mio giudizio eccessivo il secondo antisportivo, e con una coperta corta Nyon ha sfruttato le sue qualità».

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