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12.12.2021 - 18:46
Aggiornamento: 19:55

Nona sconfitta dei Tigers, la Sam vince in rimonta a Basilea

Nella prima di ritorno il Lugano battuto dal Boncourt; la Spinelli Massagno raddrizza una partita nata storta

di Dario Bernasconi
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Ti-Press

Il Lugano esce battuto dal Boncourt con un secondo quarto sconcertante, frutto di un’assoluta mancanza di gioco, dove ognuno va per conto suo perché non sa cosa altro fare. E il Boncourt, che ha giocato il primo quarto alla pari, stravolge la gara con uno show personale di Brent Jackson: in 8 minuti infila ben 26 punti, con 6/8 da 3, dopo aver dato il la a fine primo quarto, con un’altra tripla, all’allungo giurassiano. Parziale di 6 a 27 a cavallo dei due quarti e +25 quando lascia il campo: 31 a 56.

In pratica la partita finisce qui, sul 41 a 60 a metà gara. Poi è vero, i bianconeri si dannano su ogni pallone nella seconda parte di gara, cuciono un 12 a 2, poi subiscono uno 0 a 10 e infine un 10 a 2 a fine terzo quarto che li rimettono a -15, 63 a 78. A inizio ultimo quarto sono a -9 al 5’, 72 a 81. B. Jackson è francabollato da Humphrey e non vede più il canestro, ma sono i fratelli Kozic, Juray 17 punti e Petar 13, a tenere a distanza il Lugano, arrivato a -6, 83 a 89 a 100 secondi dalla sirena, che poi subisce l’ultimo 0 a 5, per l’83 a 92 finale. Se si pensa che nei primi 2 quarti il Lugano va a segno con 11 punti Humphrey e 26 di Robertson – saranno 45 alla fine oltre a 20 rimbalzi – e solo 2 punti di Criswell, con gli altri a zero, tutto spiega come non ci sia gioco di squadra. Un disastro condito da 8 palle perse e zero punti dalla panchina, contro i 14 degli ospiti. Il 5/16 di Criswell è l’emblema del non gioco, che firma 12 punti quando non contano più. Se poi gli svizzeri mettono 6 punti (2/13) contro i 32 (13/27) di quelli del Boncourt, si ha la quadratura del vuoto che attanaglia il gioco bianconero: difesa zero, attacco alla viva il parroco e che qualcuno aiuti.

Migliore qualità, ma attenzione a scherzare col fuoco

Si diceva della difficoltà del terreno basilese e la Sam ne ha pagato dazio. Più che per il terreno per la sua non difesa, durata più di metà tempo: infatti, chiuso il primo quarto sotto di 9, 24 a 15, nel secondo si è peggiorato, subendo un 11 a 0 con una tripla a fil di sirena: 41 a 27. La musica è continuata sino al 55 a 33 al 3’.

Poi Gubitosa è passato alla zona e al Basilea si sono spente le luci. Un parziale di 18 a 0 ha portato le squadre in parità a metà gara, ma nell’ultimo quarto la Spinelli ha di nuovo accelerato fino al 56 a 64 al 6’ (parziale globale di 3 a 31). Raggiunto il +7, 61 a 68 con un tap in di James, han pensato bene di perdere tre palloni, rimettendo gli Starwings in fiducia. Quattro liberi di Dusan ha neutralizzato un’altra tripla sulla sirena: 71 a 73. Certo è che se M. Mladjan fa 2/12, Kovac 5/14, e Dusan 6/15, si patisce. Anche perché sotto le plance si sono concessi 18 rimbalzi d’attacco e 23 punti in contropiede. Poi, alla fine, la migliore qualità ha vinto ma non si potrà sempre scherzare in difesa per 25 minuti. Tre partite in otto giorni si possono pagare, ma non è una scusante assoluta.

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