La fondazione evidenzia i rischi dei piccoli dispositivi economici, paragonati alla "fast fashion", e propone soluzioni per il loro corretto smaltimento.
In occasione della 9a Giornata internazionale dei rifiuti elettronici, che cade il 14 ottobre (mercoledì), la fondazione Sens eRecycling sensibilizza al fenomeno della "fast tech". Questo termine designa piccoli dispositivi a buon mercato, utilizzati brevemente e spesso riciclati scorrettamente.
Il termine "fast tech" fa intenzionalmente eco alla "fast fashion", spiega la fondazione in una nota. Proprio come i vestiti alla moda a basso prezzo hanno modificato le pratiche di consumo nel mondo, acquistiamo prodotti elettronici a buon mercato in maniera altrettanto impulsiva. Fra questi si citano mini ventilatori, racchette elettriche contro gli insetti o gadget elettronici.
A prima vista, i prodotti "fast tech" sembrano privi di valore: sono economici, disponibili ovunque e composti prevalentemente da plastica. Tuttavia, spesso si ignora che contengono componenti elettronici e che devono quindi essere riciclati, proprio come le lavatrici o i frigoriferi.
Spesso tali dispositivi contengono batterie al litio. Se queste ultime si trovano schiacciate in un camion dei rifiuti oppure se vengono rovinate in un centro di smaltimento possono prendere fuoco. Degli incendi si sviluppano regolarmente nei veicoli della spazzatura nonché nei centri di smaltimento e riciclaggio, ricorda Sens eRecycling.
Per i piccoli apparecchi elettronici (fino a 10kg) esiste una soluzione pratica, l'Electro Recycling Bag, un sacchetto apposito che può essere ordinato online per 5 franchi. Come il Vape Recycling Bag, destinato alle sigarette elettroniche, può essere lasciato nella propria buca lettere, dove la Posta viene a recuperarlo.
In alternativa, tutti gli apparecchi elettrici possono essere riportati gratuitamente negli appositi punti vendita o consegnati negli oltre 630 centri di raccolta SENS.