La leggendaria reporter, che ha raccontato decenni di conflitti globali, si congeda dalla rete tra cambiamenti di proprietà e problemi di salute.
Dal primo incarico durante la guerra del Golfo agli orrori del conflitto in Bosnia, il genocidio in Ruanda, l'Afghanistan, l'Ucraina e l'Iran. Christiane Amanpour, la leggenda degli esteri che ha ispirato milioni di bambine in tutto il mondo a scegliere la carriera di reporter e inviata, lascia la CNN dopo 43 anni.
"Dopo molti mesi di riflessione e qualche notte insonne, ho deciso di separarmi dalla CNN, mia compagna di viaggio per 43 anni fantastici!", ha dichiarato la giornalista in un comunicato. "Christiane ha riflettuto attentamente su questa decisione, ne abbiamo discusso insieme per alcuni mesi", ha scritto il presidente della rete, Mark Thompson.
"Come tanti colleghi della CNN che oggi apprendono la notizia, mi dispiace molto vederla andare via, ma ho compreso che questo è il momento giusto per lei, sia sul piano personale che su quello professionale".
Nata a Londra, da padre iraniano e madre inglese, il 12 gennaio del 1958, la grande giornalista non ha esplicitato i motivi della sua decisione. Si è limitata ad affermare di "guardare con entusiasmo a nuovi e interessanti progetti futuri".
C'è un passaggio, però, del suo messaggio d'addio che fa riflettere: quando Amanpour invita i suoi colleghi a mantenere viva la tradizione di giornalismo indipendente. "Ricordate: siate sempre veritieri, non neutrali". D'altra parte non è un mistero che il recente cambio di proprietà e i continui scontri con Donald Trump e la Casa Bianca abbiano creato un terremoto nella rete.
La decisione di Amanpour arriva poco dopo la maxi acquisizione di Warner Bros, di cui CNN fa parte, da parte Paramount Skydance guidata dal miliardario David Ellison. Un'operazione da oltre 100 miliardi contestata da molti per la vicinanza del CEO a Trump ma anche per il rischio che si crei un monopolio nel settore dell'informazione e dell'intrattenimento.
Tuttavia, dietro la scelta della storica reporter potrebbero esserci anche ragioni più intime. Come l'aggressivo cancro alle ovaie che le è stato diagnosticato nel 2021 e che si è ripresentato per altre due volte, l'ultima l'anno scorso. Un male che l'aveva costretta negli ultimi tempi a ridurre i suoi impegni giornalistici.
Ora l'addio definitivo: Amanpour concluderà i suoi programmi quotidiani su CNN e PBS entro la fine dell'anno, per poi mantenere un appuntamento settimanale sulla CNN fino al suo addio definitivo a giugno. Continuerà invece il podcast The Ex Files insieme al suo ex marito, il diplomatico americano Jamie Rubin da cui nel 2000 ha avuto un figlio, Darius John.