Tensioni politiche in Ticino e la Francia in fiamme
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Tensioni politiche in Ticino e la Francia in fiamme

5 ottobre 2026
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Care lettrici e cari lettori,

L'edizione di oggi mette a fuoco le tensioni tra democrazia diretta e tatticismi politici nel nostro cantone, esplora le nuove proposte per mappare il settore sanitario ticinese e volge lo sguardo oltre confine, verso una Francia sempre più inquieta e divisa.

Il tempo stringe e la tensione sale a Palazzo. Il comitato promotore dell'iniziativa ‘Stop all'aumento dei dipendenti cantonali’ non ci sta e accusa il Gran Consiglio di voler ‘temporeggiare’ per evitare il voto prima delle elezioni del 2027. Ma cosa dice davvero la Costituzione sui termini da rispettare? Un braccio di ferro che mette a nudo i presunti tatticismi della politica cantonale in un approfondimento di Jacopo Scarinci.
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Mentre la Francia è scossa dalle proteste giovanili, l'Eliseo resta in un silenzio che fa rumore. Nel commento di Aldo Sofia, viene analizzata la figura di un Emmanuel Macron sempre più isolato e considerato co-responsabile di una nazione radicalizzata. Tra scuole fatiscenti e tagli al bilancio, il terreno sembra ormai pronto per uno scontro frontale tra gli opposti estremismi di Le Pen e Mélenchon.
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Conoscere per programmare, ma soprattutto per contenere i costi. Il Plr lancia una nuova offensiva sulla sanità chiedendo l'istituzione di un registro obbligatorio per tutti gli operatori, partendo dai fisioterapisti. Perché i dati attuali non sono più sufficienti per una pianificazione efficace? Jacopo Scarinci illustra come, secondo il Plr, questa mappatura dettagliata potrebbe aiutare a cambiare la gestione delle cure in Ticino.
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