L'analisi di Bloomberg Intelligence rivela che i modelli cinesi sono ora solo il 3% indietro, sollevando dubbi sull'efficacia delle restrizioni USA sui chip.
Il vantaggio delle società statunitensi di intelligenza artificiale rispetto a quelle cinesi si è ridotto negli ultimi mesi ai minimi storici, dopo i progressi compiuti da laboratori come DeepSeek, secondo una nuova analisi di Bloomberg Intelligence.
I principali modelli cinesi sono ora appena il 3% indietro rispetto ai rivali statunitensi nei benchmark, dopo il lancio a settembre di DeepSeek V4.1 Flash, scrive l'analista senior di Bloomberg Intelligence Robert Lea in un rapporto. Il divario era di circa il 9% a maggio e del 15% all'inizio dell'anno.
Secondo Lea, il miglioramento delle prestazioni dei modelli cinesi potrebbe tradursi in ulteriori guadagni di quota di mercato per i concorrenti della Cina. L'avanzata del settore cinese, osserva Bloomberg, è legata alla crescente competenza nel campo dell'IA e alla capacità dei ricercatori di ottimizzare i modelli per funzionare sull'hardware disponibile sul mercato interno.
I progressi cinesi sollevano inoltre interrogativi sull'efficacia delle restrizioni Usa all'esportazione di tecnologie come i chip Nvidia, introdotte anche con l'obiettivo di frenare l'avanzata dell'IA cinese e ostacolare lo sviluppo di alternative proprie da parte di aziende come Huawei.