
Cari lettori,
oggi la nostra newsletter vi porta tra le dinamiche di sicurezza locale, le riflessioni politiche che attraversano il tempo e le profondità filosofiche del jazz. Scopriremo i cambiamenti e le sfide che attendono la Polizia di Losone, analizzeremo un commento che, partendo da Modena, ci invita a riflettere sui mutamenti della società, e ci immergeremo nel mondo di Leszek Możdżer, un pianista che vede la musica come un percorso di vita e ricerca di libertà.
La Polizia comunale di Losone si prepara a un significativo cambio della guardia al vertice e a un potenziamento degli effettivi. Ma quali sono le sfide che attendono il Corpo in un contesto dove la fiducia nelle forze dell’ordine è sempre più sotto esame? L’intervista di Serse Forni con il vicesindaco Fausto Fornera, capo del Dicastero sicurezza, esplora non solo le nuove assunzioni e il bilancio, ma anche le misure adottate per garantire l’integrità del Corpo, alla luce di recenti casi giudiziari che hanno coinvolto agenti in Ticino. Scoprite come Losone intende mantenere un Corpo strutturato e quali dati statistici del 2025 ne confermano l’importanza.
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Cosa lega il Megafestival dell’Unità del 1977, con Enrico Berlinguer, agli attuali deliri del generale Roberto Vannacci? Un commento di Roberto Scarcella ci guida in un viaggio temporale, da una Modena all’altra, utilizzando come bussola allo storico brano di Antonello Venditti. L’autore ci invita a riflettere su come le parole di una canzone, scritte quasi mezzo secolo fa per descrivere le disillusioni degli Anni di Piombo, risuonino ancora oggi con sorprendente attualità, descrivendo lo smarrimento collettivo che ha permesso l’emergere di certe figure. Un’analisi che scava nelle pieghe della politica e della società.
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Immaginate un pianoforte con l’ottava divisa in dieci parti anziché dodici. Questa è solo una delle rivoluzionarie ricerche di Leszek Możdżer, tra le figure più autorevoli del jazz europeo contemporaneo. In un’intervista esclusiva rilasciata a Lorenzo De Finti, il pianista polacco ci svela la sua visione del jazz non solo come stile musicale, ma come un vero e proprio modo di pensare e di esistere, dove l’improvvisazione e persino l’errore diventano strumenti per la libertà. Scoprite come il silenzio sia “indispensabile per comunicare con l’ascoltatore” e quale sia il suo obiettivo più profondo quando sale sul palco.
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Speriamo che queste storie e riflessioni abbiano stimolato la vostra curiosità. Per approfondire questi e molti altri argomenti, vi invitiamo a visitare il nostro sito laregione.ch, dove troverete sempre contenuti aggiornati e analisi approfondite. Buona lettura!