Cari lettori,
Oggi vi portiamo in un viaggio tra le questioni urbanistiche del Sottoceneri, le accese discussioni sul futuro della Rsi e una pagina dimenticata della storia dello sport che riemerge dal passato. Tre storie che, ognuna a suo modo, ci invitano a riflettere sulle dinamiche del nostro territorio e della nostra storia.
Un braccio di ferro silenzioso, ma dalle profonde implicazioni, si sta consumando nel Sottoceneri. Al centro della contesa: le zone edificabili in eccesso nei Piani regolatori comunali. Dopo le ‘accuse’ delle associazioni ambientaliste, alcuni Comuni reagiscono con indignazione, mentre altri si rimboccano le maniche per affrontare una questione che tocca da vicino la proprietà privata e il futuro del territorio. Scoprite come Vacallo, Coldrerio, Riva San Vitale, Morbio Inferiore e altri enti locali stanno affrontando la questione nell'articolo di Daniela Carugati.
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Immaginate una partita di rugby dove i giocatori, anziché inseguire la palla, si scontrano tra loro senza una chiara direzione. Questa è la metafora usata per descrivere il dibattito politico ticinese sull'iniziativa ‘200 franchi bastano’ per la Rsi. Nel commento del direttore Daniel Ritzer si analizzano le profonde divisioni tra i nostri rappresentanti a Berna e nel governo cantonale, mettendo in luce le contraddizioni tra le sensibilità ‘primanostriste’ e le potenziali conseguenze autolesioniste per il Cantone, tra perdita di posti di lavoro e contributi perequativi. Un'analisi che non risparmia critiche.
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Cortina d'Ampezzo si prepara ai Giochi Olimpici Invernali del 2026, ma la sua storia sportiva nasconde un capitolo ‘fantasma’: i Mondiali del 1941, un evento organizzato in piena Seconda guerra mondiale per esaltare le politiche di Hitler e Mussolini, e poi ufficialmente cancellato dalla storia. Alberto Facchinetti ci porta alla scoperta di questa kermesse dimenticata, dove trecento atleti gareggiarono sotto gli occhi di media e pubblico, e dove emersero talenti come Zeno Colò e Celina Seghi, le cui vittorie furono poi annullate. Un viaggio affascinante in una pagina di storia che ci ricorda come lo sport possa essere strumento di propaganda e poi vittima delle sue stesse dinamiche.
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