Cari lettori,
La giornata si apre con un’accesa critica alla gestione delle competenze comunali, ambito definito come “immobilismo deprimente” dal presidente del Plr. Ci addentriamo poi nei quarant’anni di trasformazioni di Lugano attraverso gli occhi di un suo storico funzionario, Fabio Schnellmann andato da poco in pensione, per poi scoprire che un’ idea “futuristica” per i Castelli di Bellinzona ha radici ben più profonde di quanto si pensi. Un mix di politica, storia locale e curiosità vi aspetta.
Il presidente del Plr, Alessandro Speziali, non usa mezzi termini: l’immobilismo nel trasferimento di competenze ai Comuni è “davvero deprimente”. Nella nostra intervista, Speziali critica come le aggregazioni abbiano portato più oneri che autonomia, trasformando gli Enti locali in semplici “sportelli e parafulmini” del Cantone. Dalla tragedia di Crans-Montana – che, a suo dire, non è un fallimento del federalismo ma dei controlli – al “coma” del progetto Ticino2020, il suo appello è chiaro: serve un cambio di passo immediato per ridare ai Comuni il ruolo strategico che meritano. Quali sono le sue proposte concrete per uscire da questa situazione e quali le implicazioni per la democrazia locale? Scopritelo nell’articolo completo.
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Lugano è cresciuta, si è trasformata, ha cambiato volto. E Fabio Schnellmann, primo cittadino del Cantone e da poco in pensione dopo quarant’anni di servizio alla Città, ha vissuto e plasmato ogni fase di questo cambiamento. Dalla Lugano di 25mila abitanti all’attuale metropoli di quasi 70mila, passando per il LAC e i progetti futuri come il Polo sportivo, Schnellmann ci offre uno sguardo privilegiato e ricco di aneddoti. Cosa manca ancora alla città secondo lui? E quali le sfide e i successi che hanno segnato la sua lunga carriera tra politica e amministrazione? Un viaggio nella memoria di Lugano che vi sorprenderà.
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L’idea di collegare i Castelli di Bellinzona con risalite meccanizzate, come una funicolare, sembra un progetto all’avanguardia per la valorizzazione della Fortezza. Ma cosa succederebbe se vi dicessimo che questa “innovazione” era già stata ipotizzata quasi trent’anni fa? Un documento del 1998 rivela che già allora si pensava a scale mobili per unire viale Stazione a Montebello e Sasso Corbaro, con esempi da città come Perugia e Barcellona. Il vicesindaco Fabio Käppeli commenta questa sorprendente (ri)scoperta, spiegando come l’obiettivo odierno sia non solo facilitare l’accesso, ma anche raddoppiare i visitatori. Quali erano i dettagli di quel progetto dimenticato e perché non è mai stato realizzato? Un tuffo nel passato che illumina il futuro dei patrimoni UNESCO.
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Speriamo che questi approfondimenti abbiano stimolato la vostra curiosità. Per rimanere sempre aggiornati e non perdere nemmeno una notizia dal Ticino e non solo, vi invitiamo a visitare il nostro sito laregione.ch. Buona lettura!