Auto e moto

Alpine A290 GTS, sportiva nell’anima

Nonostante il motore elettrico sa essere realmente coinvolgente, sacrificando le prestazioni rettilinee a favore del comportamento tra le curve

Il gusto ‘rétro’ della Renault 5 elettrica di base trova ulteriori spunti di suggestione e originalità in questa variante Alpine A290, capace di offrire un dinamismo di carattere
18 marzo 2026
|

L’iconica Renault 5 elettrica acquisisce una decisa iniezione di grinta che desta forte attenzione: la Alpine A290 solletica il gusto ritrovato per le piccole due volumi sportive, nel pieno del revival (in questo caso anni 80) che si tenta di rievocare. Al pari della R5 da cui deriva, anche la A290 è offerta unicamente con motore elettrico e per questo la sua diffusione resterà verosimilmente ridotta, non solo per il prezzo. Come ormai ripetono molti osservatori, quasi fosse un mantra: “Se la producessero con motore termico, ne venderebbero a vagonate”.

Ad ogni modo, questa Alpine convince con un look ben valorizzato e originale, cui abbina più potenza e specifiche modifiche tecniche di rilievo. Tra queste spiccano le carreggiate allargate di ben 60 mm e un impianto frenante potenziato, con dischi anteriori portati a 320 mm di diametro. Resta invece immutata la batteria da 52 kWh: l’autonomia non è la dote più in vista, dato che nell’impiego reale della GTS in prova – complice il clima freddo – abbiamo registrato un raggio di azione di circa 200 km con prevalenza di tratti autostradali, salendo fino a 250 km su percorso misto.

Già suggestivo sulla R5, il look della A290 trova ulteriori richiami dinamici anche in chiave rétro: si fanno notare gli archi passaruota ancora più pronunciati, le maggiori aperture inferiori frontali, le insenature sulle fiancate davanti alle ruote posteriori che evocano le prese d’aria della storica Renault 5 Turbo a motore centrale e i gruppi ottici aggiuntivi sulla mascherina, con motivo a “X” come le nastrature impiegate sui proiettori da rally di un tempo. Le ruote, di serie da 19”, montano pneumatici 225/40. L’insieme riflette così una personalità specifica e ben marcata, esprimendo un dinamismo che, una volta al volante, è davvero capace di fare la differenza.

Il quadro prestazionale offerto dalla compatta Alpine, la cui lunghezza resta comunque di un soffio entro i quattro metri, si distingue per buone capacità di scatto e ripresa, con uno 0-100 km/h rapido e adeguato a “mordere” a dovere le curve, anche se non tra i più veloci del segmento. In compenso, rispetto ad alcune concorrenti, appaga con una guida assai coinvolgente. Inizialmente si fa notare uno sterzo un po’ leggero e avaro di informazioni, ma man mano che si alza il ritmo emerge la personalità dinamica specifica di questa versione, nonostante motore elettrico e cambio a singolo rapporto siano strettamente derivati da altri modelli del gruppo (in questo caso la Renault Megane E-Tech).

Sulla già eccellente base telaistica della R5, qui la messa a punto ha portato ulteriore reattività e, soprattutto, una maggiore “giocosità” nel passaggio da una curva all’altra. Merito di un retrotreno sensibile ai rilasci e ai trasferimenti di carico, più evidenti disattivando l’elettronica di controllo, pur conservando adeguati margini di sicurezza e governabilità alla portata dei conducenti più smaliziati. La sterzata, pur non ricchissima di feedback, spicca per prontezza e precisione, richiedendo sempre poco angolo per impostare la traiettoria: in percorrenza o dopo una staccata diventa così rapido e spontaneo “forzare” leggermente l’ingresso per invocare la reattività del retrotreno, che talvolta agevola l’appoggio persino a volante quasi dritto.

Non c’è un vero differenziale autobloccante meccanico per gestire la trazione in uscita dalle curve, sostituito solo in parte da una funzione elettronica che sfrutta l’impianto frenante allo stesso scopo; la motricità si rivela comunque efficace, con eventuali e lievi perdite di aderenza ben gestibili grazie a una mappatura dell’acceleratore naturale che consente di dosare con precisione l’erogazione. La potenza non è sovrabbondante e penalizza leggermente gli allunghi, ma sui percorsi misti è più che sufficiente per garantire la giusta vivacità.

Ottima la modulabilità del pedale del freno, migliore addirittura di molte auto termiche: il comando appare naturale e non condizionato dal recupero dell’energia in frenata del motore elettrico, peraltro regolabile individualmente. Tutto questo porta a sfruttare via via di più la A290, cercandone i limiti: elevati, ma allo stesso tempo accessibili. La vettura non “esagera”, ma fra le elettriche pure è tra le pochissime a saper suscitare un autentico trasporto emotivo.

La vita a bordo beneficia di una valorizzazione del gusto rétro e dell’appeal Alpine, specie nei comodi sedili anatomici in pelle bicolore, molto contenitivi, e nel suggestivo volante con “manettini” che richiamano i comandi delle Formula 1, tra cui il pulsante blu per l’overboost di 10 secondi. Non mancano tuttavia alcune sviste, come i rivestimenti poco curati dei montanti anteriori o i pannelli posteriori decisamente più semplici rispetto a quelli anteriori. La seduta del conducente, pur valida, resta vagamente rialzata e toglie qualcosa alla vocazione sportiva, mentre dietro lo spazio per le gambe è piuttosto limitato, come sulla R5.

Scheda Tecnica

ModelloAlpine A290
VersioneGTS
MotoreUnità elettrica sincrona
Potenza, coppia218 cv, 300 Nm
TrazioneAnteriore
CambioAutomatico monomarcia
Massa a vuoto1’479 kg
0-100 km/h6,4 secondi
Velocità massima170 km/h
Consumo medio16,5-17,0 kWh/100 km (omologato)
Prezzo44’000 Chf