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04.01.2019 - 16:470

Uno svizzero su tre salta la prima colazione

Pane e marmellata o birchermuesli i preferiti. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.

In Svizzera una persona su tre (34,8%) non fa regolarmente la prima colazione. Chi invece non vuole iniziare la giornata a stomaco vuoto si indirizza per lo più verso pane e marmellata o birchermuesli.

Sono alcune delle constatazioni della prima edizione della "Rassegna sulla nutrizione in Svizzera", pubblicazione on line dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) che contiene diversi contributi scientifici sulle abitudini alimentari e sull'apporto energetico e nutritivo della popolazione.

Quattro tipi di colazioni

In base ai dati del sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH (gennaio 2014-febbraio 2015 su 2057 persone) e di altri studi, tra i consumatori regolari si identificano quattro tipi di colazione: "pane" (pane bianco, burro e altri prodotti da spalmare zuccherati; 18,7%), "birchermuesli" (fiocchi di cereali non zuccherati, yogurt, noci e frutta; 17,8%), "cereali zuccherati" (15,0%) e "salato" (salumi e formaggio; 13,7%).

Gli svizzerotedeschi prediligono i birchermuesli, i romandi il pane

I risultati dello studio pubblicato oggi rilevano anche differenze fra le regioni linguistiche. Fra i consumatori della colazione di tipo "pane" i romandi sono sovrarappresentati. Analogamente, gli svizzerotedeschi sono più propensi al genere "birchermuesli". L'analisi conferma poi le differenze tra regioni linguistiche nel consumo quotidiano di certi alimenti e bevande tra cui latte, yogurt, caffè.

L'impatto sull'alimentazione di chi salta la colazione? 'Modesto'

Secondo lo studio, una colazione regolare di tipo "birchermuesli" è associata ad una migliore qualità globale dell'alimentazione rispetto agli altri tipi di colazione, in particolare quella a base di tartine. Coloro che propendono al "pane" risultano comunque in posizione leggermente migliore rispetto a chi salta la colazione. Ma anche questi ultimi non devono preoccuparsi più di quel tanto, poiché "l'impatto di tale comportamento sulla qualità globale dell'alimentazione sembra modesto", sottolinea la pubblicazione.

Aumenta il consumo di pollame, latticini e legumi, calano carne di maiale, cereali, zucchero e alcol

Nella "Rassegna" si è analizzato tra l'altro lo sviluppo del consumo di alcuni generi alimentari nel periodo dal 2007 al 2016. Si è rilevata una riduzione particolarmente significativa nel consumo pro capite di carne di maiale, latte, formaggio a pasta dura, cereali, zucchero e bevande alcoliche. È invece aumentato il consumo di pollame, latticini a lunga conservazione, olio di colza, leguminose e alcuni frutti. Si è poi manifestato un aumento anche per determinati prodotti di tendenza come ad esempio avocado, diversi tipi di noci e quinoa.

La pubblicazione dell'USAV, che si rivolge a un pubblico specializzato e alle cerchie interessate, è una panoramica sistematica e periodica della situazione e delle abitudini nutrizionali. Essa sostituisce il Rapporto sull'alimentazione in Svizzera, pubblicato finora ogni sette anni.

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