Quotidiano in classe

Quando i ragazzi si mettono in gioco: iniziative e riflessioni per il futuro

I giovani si interrogano, ragionano, soffrono, si esprimono. Ognuno a modo suo. Tocca a noi, adulti, imparare a tacere per un attimo e ascoltarli

In sintesi:
  • Durante l’esperienza di una giornata in redazione sono nate discussioni interessanti e testi preziosi
  • I temi come i percorsi, in effetti, possono essere molteplici
Giornalisti per un giorno
14 aprile 2026
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Correva novembre e uno dei giovani protagonisti di questa storia, che chiameremo Z – in onore di Z (la formica) del film ‘Antz’, il primo della colonia a porsi delle domande e a dubitare che le cose stessero per davvero come gli era sempre stato detto che fossero –, stupisce il suo interlocutore: “Tu sei di destra o di sinistra?”. Mancavano poche settimane perché in Svizzera si andasse a votare sulla cosiddetta ‘Iniziativa per il futuro’, una proposta che molti adulti ritenevano estrema, dannosa, ma soprattutto inutile.

Inutile è anche uno degli aggettivi più utilizzati da molti ragazzi, e Z per un bel po’ è stato tra questi, quando si chiede loro un parere sulla scuola. Sarà quindi stata una specie di incrocio bizzarro tra due negazioni (quella adulta sull’iniziativa in votazione; quella giovanile sulla scuola), una sorta di effetto collaterale di quella che in algebra si chiama la ‘regola dei segni’ – quando nelle moltiplicazioni vediamo, per esempio, che meno per meno fa sempre più – a produrre un risultato tanto positivo quanto inaspettato.

La domanda posta da Z non arrivava dal nulla: rientrato in un’aula dopo un lungo ritiro durato quasi due anni, il nostro personaggio si è subito trovato coinvolto in un dibattito che l’ha parecchio scosso. La discussione riguardava, appunto, la proposta dei giovani socialisti di introdurre un’imposta sulle eredità superiori ai 50 milioni di franchi da destinare alla protezione del clima. A colpire Z non era tanto la proposta in sé, ma il fatto di essere stato l’unico di tutta la classe a ritenerla un’idea sensata. A spiazzare l’interlocutore di Z (quello a cui era stata posta la domanda “sei di destra o di sinistra?”) era il fatto che quel ragazzo, che fino a poco tempo prima faceva fatica a trovare un senso alla scuola, agli amici e a qualsiasi cosa che implicasse uscire di casa, ora era lì, fermo davanti a lui, in attesa di un confronto che gli permettesse di mettere alla prova la sua neonata coscienza politica.

La storia di Z è solo un esempio. Un’altra ventina di ragazzi, invece, ha deciso di mettersi in gioco portando spunti, idee e domande alla seconda edizione dell’attività ‘Giornalista per un giorno’. Una proposta rivolta agli studenti di quarta media che si inserisce nell’ambito del pluriennale ‘Quotidiano in classe’, un progetto sostenuto dal Decs e portato avanti con notevole impegno dai docenti Claudio Rossi, Clio Rossi e Giovanna Lepori.

Durante l’esperienza di una giornata in redazione sono nate discussioni interessanti e testi preziosi su svariati argomenti: il rapporto dei giovani con l’arte; quello tra la scrittura e l’intelligenza artificiale; gli algoritmi, la politica e l’informazione; l’opportunità o meno di legalizzare le droghe leggere; oppure di costruire un ponte a Messina; cosa comporta la guerra per chi la vive da vicino; cosa comporta per noi; chi sono i virtual idol; chi detiene i grandi record nella Nba; perché alcune specie animali si estinguono; cosa ci dice uno spettacolo teatrale sulla violenza di genere; cosa si muove nei festival alternativi; quali segreti nasconde la serie B italiana; quali il calcio argentino; perché la danza non può essere considerata uno sport…

I temi come i percorsi, in effetti, possono essere molteplici. Ma il nocciolo resta il medesimo in tutti i casi: i ragazzi si interrogano, ragionano, soffrono, si esprimono. Ognuno a modo suo. Tocca a noi, adulti, imparare a tacere per un attimo e ascoltarli. Cogliere, insomma, il significato profondo delle loro iniziative e riflessioni per il futuro.

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