ANA Ducks
6
VEGAS Knights
5
fine
(0-0 : 4-2 : 2-3)
EDM Oilers
5
PIT Penguins
2
fine
(2-1 : 0-1 : 3-0)
il-san-gottardo-senza-i-social
Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 ora

Non c’è bisogno di dichiarare guerra al Natale

No, l’Unione europea non ha messo fuori legge il Natale. Ha solo ricordato a tutti che viviamo in una società sempre più complessa e sempre meno religiosa
Commento
1 gior

Il brusco risveglio nella storia infinita

Déjà vu: dopo aver temporeggiato ora Berna si dice pronta ad adottare nuove misure per contenere la diffusione del virus
Commento
1 gior

Il discorso di candidatura di Zemmour, con de Gaulle e Brassens

Il candidato dell’ultradestra lancia la corsa all’Eliseo con un pippone nel quale infila tutte le vecchie glorie francesi, tra nostalgia e razzismo
Commento
2 gior

La variante Omicron e il nostro egoismo autolesionista

Le nuove mutazioni dipendono anche dal fatto che il virus continua a circolare liberamente nei Paesi dove non si ha accesso al vaccino
La formica rossa
2 gior

Non gioco più, vado a casa: l’ultradestra piangina e la tivù

Invece di affrontare a viso aperto i risultati delle votazioni dopo mesi di scempiaggini sul Covid, l’Udc si nega alla Rsi
Commento
3 gior

Legge Covid, un assist che il governo ora deve saper cogliere

Il Consiglio federale esce rafforzato dal secondo, chiaro ‘sì’ alle urne. Ma adesso deve agire con maggior risolutezza per contrastare la pandemia
Commento
3 gior

Polo sportivo a Lugano, arriva anche l’assist dei cittadini

Il progetto supera, con un certo agio, lo scoglio del referendum. Iniezione di fiducia per il Municipio che ha segnato la rete decisiva
Commento
5 gior

Lezione di democrazia made in Usa

Kyle Rittenhouse è stato prosciolto dalla giuria del Wisconsin, che considera l’autodifesa più legittima del diritto di non morire crivellato
Commento
5 gior

Una certa simpatia per rettori e referendum

È arduo identificare una gerarchia: come salvaguardare la salute della democrazia senza proteggere quella dei cittadini?
LA TRAVE NELL’OCCHIO
5 gior

La normalizzazione dell’indecenza

Nei dizionari aggiornati trovate un termine ritornato di moda: cachistocrazia, ossia “governo dei peggiori e dei mediocri”
Commento
5 gior

Rete Uno: trattateci come esseri intelligenti, vi prego

Raramente mi deprimo e raramente inizio di malumore una giornata. Ma da una decina di giorni, ascoltando Rete Uno, mi capita ogni giorno
Commento
 
25.10.2021 - 05:300
Aggiornamento : 13:58

Il San Gottardo senza i social

Vent’anni dopo la tragedia del 24 ottobre, che causò undici morti, una riflessione sui tempi della cronaca

“Forse è il caso che tu venga”. Sembrava un mercoledì come molti, era già un 24 ottobre diverso dagli altri. Però nessuno ancora lo sapeva. Una chiamata all’amica di Airolo per chiederle di guardare se, da casa sua, vedesse qualcosa di insolito in direzione della galleria. Fu così la prima verifica della notizia, giunta poco prima in redazione, che nel tunnel si fosse verificato un incidente. Non uno di quelli che finivano in due colonne in pagina. “Forse è il caso che tu venga”, rispose Laura; il tempo di posare la cornetta, aver guardato fuori dalla finestra ed essere tornata al telefono. L’ora dell’impatto tra due camion non era trascorsa da molto; lo era da poco più di un’ora quando – il tempo di avvisare la sede centrale del giornale, e il collega della redazione di Bellinzona, di annullare la presenza a una conferenza stampa e di mettermi in auto – arrivai ad Airolo. Lì si stava consumando una tragedia, pochi ne erano a conoscenza.

Partendo, non avevo idea di cosa avrei trovato; né di cosa sarebbe diventata la giornata e quelle a seguire. Non c’erano i cellulari ‘smart’ e i social network con il loro ruolo erano di là da venire. Niente dirette su Instagram, filmati su Twitter, post su Facebook. La prima immagine la vidi con i miei occhi. Era il fumo: nero, denso, che usciva impetuoso da un camino di aerazione. La seconda impressione la registrarono le orecchie: il silenzio, così innaturale e per certi versi da brividi, a pochi metri dal portale di una galleria che inghiotte e sputa il traffico di mezza Europa. Che dentro fosse accaduto qualcosa di grosso, fu chiaro ai pochi giornalisti dei media ticinesi arrivati sul posto. Cosa, lo si capì col passare della giornata; ma sarebbe stato riferito al pubblico solo diverse ore più tardi: la sera nei servizi radio e tv e il mattino seguente sui giornali.

Nel giro di pochi giorni centinaia di giornalisti giunsero da ogni dove. Il paese era diventato una babele, ovunque furgoni e una selva di parabole. Airolo era finita al centro del mondo. Si vide di tutto: lo stile arrembante e sensazionalistico specialmente dei media italiani, gli errori grossolani in articoli o servizi (come posizionare il tunnel sul confine tra Svizzera e Italia), le interviste addirittura inventate, pur di vantare lo scoop in pagina; colleghi entrare di corsa nella galleria, per essere i primi a riprendere la scena dell’incidente, sebbene non ci fossero dirette. Si vide di tutto; ma chi non era lì non vide tutto. Nelle case, vicine e lontane, venne servita un’informazione che si aveva avuto il tempo di cucinare e impiattare (ognuno con i propri ingredienti e gusti, talvolta discutibili). Un menù di poche portate servite a intervalli dilatati. Ciò che aveva perlomeno il pregio di dare – al lettore, allo spettatore, al cittadino comune, così come al politico o all’esperto di turno – la possibilità di masticare con calma e digerire ciò che si trova nel piatto.

Nell’era del tutto e subito; nell’epoca del siamo tutti reporter col telefonino a caccia del video virale, di follower e like; nella realtà del qui e ora; il racconto dell’incidente che nel 2001 causò undici morti, nel 2021 non potrebbe sottrarsi all’immediatezza e alle breaking news. Valore aggiunto dei giorni nostri, se non scivolano nella fretta. Il passo perché diventi superficialità, può essere breve. Oggi sugli scaffali dell’informazione c’è ogni sorta di cibo. Una varietà che può aprire gli orizzonti ed essere stimolante. La sfida per chi cucina, è evitare di farlo velocemente usando tutto ciò che c’è in dispensa. Per chi mangia, invece, è scansare le abbuffate e scegliere con criterio dal menù. Farsi capire, e capire la realtà in cui si vive, richiede impegno e tempo.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved