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16.05.2020 - 06:000

Abbiamo imparato a convivere col Covid

Ma ricordiamoci: restiamo vigili perché solo chi la dura la vince!

Ancora una buona notizia: abbiamo imparato a convivere col virus!

A dirlo sono i numeri dei contagi: ora ce ne sarebbero 3 o 4 per ogni caso positivo e si possono quindi isolare le persone entrate in contatto con un infettato e si riesce a farlo con una certa facilità. Ricordate? Come all’inizio della pandemia, quando – ad esempio – si metteva in quarantena un’intera classe di allievi con tanto di docente, nella speranza di riuscire a stroncare sul nascere il Covid.

Poi tutto sfuggì di mano in poche settimane e la crescita della maledetta curva nell’arco di un mese divenne persino esponenziale.

Cosa è cambiato da ieri a oggi?

Molto, lo spavento, i tanti morti, i tanti ricoveri e gli intubati, e il fatto che abbiamo tutti capito come, per vincere la guerra, vadano mantenute le distanze sociali e si debbano lavare/disinfettare spesso durante il giorno le mani. Se il rapporto fra infettato e contatti stretti è sceso da 15 a 3 o 4, è infatti perché abbiamo cambiato radicalmente i nostri comportamenti e abbiamo capito come si isola il virus.

Raggiungere questo traguardo è stato difficile e in questa seconda fase sarà ancora importante non dimenticare che dobbiamo comunque tenere le nuove distanze sociali. E questo anche se i giovani sono tornati a scuola sebbene per poche settimane; e anche se le persone hanno ripreso a utilizzare i mezzi pubblici (mantenendo le distanze e avendo l’obbligo di indossare la mascherina se e solo se i due metri non sono garantiti); anche se per tanti giovani con questa bella stagione la voglia di fare una partitella a calcio o basket al campetto è grande; e anche se si fa fatica a capire che, nonostante le riaperture dei commerci e dei confini a nord, restano comunque vietati gli assembramenti di più di 5 persone, regola voluta da Berna e ancora valida per tutti.

Centrale la responsabilità dei singoli

In ogni caso, se ora abbiamo dati epidemiologici in discesa, la conferma effettiva del trend la vedremo soltanto fra una decina di giorni. Al centro c’è e rimarrà per molto la responsabilità dei tanti singoli (più sono meglio è) a favore dell’intera comunità, con l’assunzione di comportamenti coscienti della minaccia (sempre) latente. Comportamenti che sono il grande insegnamento pratico da ricordare, accettando anche il fatto che – comunque sia – l’oggi e il domani sono e saranno diversi rispetto a ieri sul fronte economico e sociale.

Infatti, ogni volta che le autorità ci comunicano una buona notizia, essa non ci permette di archiviare del tutto le terribili settimane alle spalle. Anzi, sappiamo che abbiamo – forse – superato il peggio, in termini sanitari, ma che il peggio dal punto di vista economico non è ancora arrivato, perché (per ora) ad aiutarci vi sono tantissime stampelle miliardarie federali, cantonali e comunali.

Affrontiamo comunque, come è giusto che sia, la questione un passo alla volta, fiduciosi e cercando di prendere quello che c’è di buono. E di buono adesso, lo ripetiamo, ci sono le cifre bassissime.

Comprensibile, certo, la voglia di concederci un attimo di ‘follia in compagnia’. Ma ricordatevi: solo chi la dura la vince.

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