Losanna
1
Langnau
5
fine
(1-2 : 0-1 : 0-2)
Berna
3
Ginevra
3
3. tempo
(0-0 : 2-3 : 1-0)
Bienne
2
Ambrì
1
3. tempo
(1-1 : 1-0 : 0-0)
Davos
6
Zurigo
1
fine
(3-0 : 2-1 : 1-0)
Lakers
2
Friborgo
4
fine
(2-1 : 0-1 : 0-2)
Losanna
LNA
1 - 5
fine
1-2
0-1
0-2
Langnau
1-2
0-1
0-2
1-0 JEFFREY
1'
 
 
 
 
5'
1-1 DIEM
 
 
7'
1-2 ELO
 
 
22'
1-3 DIEM
 
 
42'
1-4 LEEGER
 
 
51'
1-5 DIDOMENICO
1' 1-0 JEFFREY
DIEM 1-1 5'
ELO 1-2 7'
DIEM 1-3 22'
LEEGER 1-4 42'
DIDOMENICO 1-5 51'
LAUSANNE HC leads series 3-2.
Ultimo aggiornamento: 19.03.2019 22:10
Berna
LNA
3 - 3
3. tempo
0-0
2-3
1-0
Ginevra
0-0
2-3
1-0
1-0 GRASSI
22'
 
 
2-0 GRASSI
26'
 
 
 
 
30'
2-1 JACQUEMET
 
 
36'
2-2 ROD
 
 
40'
2-3 JACQUEMET
3-3 HEIM
52'
 
 
22' 1-0 GRASSI
26' 2-0 GRASSI
JACQUEMET 2-1 30'
ROD 2-2 36'
JACQUEMET 2-3 40'
52' 3-3 HEIM
Series tied 2-2.
Ultimo aggiornamento: 19.03.2019 22:10
Bienne
LNA
2 - 1
3. tempo
1-1
1-0
0-0
Ambrì
1-1
1-0
0-0
 
 
2'
0-1 TRISCONI
1-1 BRUNNER
5'
 
 
2-1 EARL
28'
 
 
TRISCONI 0-1 2'
5' 1-1 BRUNNER
28' 2-1 EARL
EHC BIEL BIENNE leads series 3-1.
Ultimo aggiornamento: 19.03.2019 22:10
Davos
LNA
6 - 1
fine
3-0
2-1
1-0
Zurigo
3-0
2-1
1-0
1-0 BAUMGARTNER
7'
 
 
2-0 AESCHLIMANN
8'
 
 
3-0 MEYER
9'
 
 
4-0 AMBUHL
26'
 
 
 
 
29'
4-1 BALTISBERGER
5-1 BAUMGARTNER
35'
 
 
6-1 CORVI
55'
 
 
7' 1-0 BAUMGARTNER
8' 2-0 AESCHLIMANN
9' 3-0 MEYER
26' 4-0 AMBUHL
BALTISBERGER 4-1 29'
35' 5-1 BAUMGARTNER
55' 6-1 CORVI
Ultimo aggiornamento: 19.03.2019 22:10
Lakers
LNA
2 - 4
fine
2-1
0-1
0-2
Friborgo
2-1
0-1
0-2
1-0 WELLMAN
1'
 
 
 
 
8'
1-1 ROSSI
2-1 HACHLER
10'
 
 
 
 
27'
2-2 VAUCLAIR
 
 
48'
2-3 LHOTAK
 
 
60'
2-4 MEUNIER
1' 1-0 WELLMAN
ROSSI 1-1 8'
10' 2-1 HACHLER
VAUCLAIR 2-2 27'
LHOTAK 2-3 48'
MEUNIER 2-4 60'
Ultimo aggiornamento: 19.03.2019 22:10
Ti-Press
Commento
23.02.2019 - 06:300

Amori adolescenziali rubati con un clic

Insegnare ai propri figli a dire di no per difenderli da ladri virtuali

Quando il primo amore adolescenziale nasce con un boyfriend virtuale, c’è il rischio di farsi davvero male. Succede e continua a succedere. È difficile immaginare che un giovane, nativo digitale, ignori i rischi della rete e l’unica vera regola d’oro, ossia che si perde il controllo di ogni foto e video postati.

Se ne parla a scuola, in famiglia, sui media, a serate tematiche. Eppure vari ragazzini continuano a inviare i loro scatti a luci rosse per soddisfare un partner insistente («Ti amo, mandami una foto dove sei nuda») o uno sconosciuto, che tra complimenti e promesse, guadagna la loro fiducia e diventa l’amico del cuore virtuale.

Si agisce di impulso per piacere ed essere amati, per la pressione del ‘presunto’ partner, per la paura di perderlo… poi quando la frittata è fatta, c’è chi non esce più di casa dalla vergogna. Si arrossisce al pensiero di avere le proprie foto erotiche in rete, magari finite su siti pornografici, accessibili a tutti. Anche andare a scuola diventa pesante. Per non parlare di chi si è tolto la vita o ha tentato di farlo.

Proteggere i propri figli da tutto questo non è facile, come ha dimostrato un recente processo contro un trentenne del Locarnese, che, barando sulla sua età – si spacciava per un 15enne facoltoso di bell’aspetto – ha adescato negli ultimi 8 anni venti ragazzine (tra 11 e 15 anni) tramite social o app.

Le agganciava su Fb o Instagram e una volta ottenuto il numero di telefono, le chiamava via Skype, iMessage, Wup o Facetime. Il finto ‘teenager’ faceva il primo passo, inviando filmati delle sue pratiche erotiche. Con l’inganno ha convinto 17 ragazzine a mostrarsi in atti di masturbazione o a spedire foto o video di nudo. Intimità rubate che l’uomo poi spediva ad altri.

Abbiamo incontrato i genitori di una delle 17 vittime, una timida 13enne, che fatica a parlare col compagno di banco, ma ha messo la sua intimità nelle mani di uno sconosciuto nella rete. Come è possibile tanta ingenuità e fiducia mal riposta? Eppure non è la sola ad averlo fatto.

Abbiamo trovato una famiglia normale, dove c’è dialogo, dove si discute a cena anche dei rischi della rete. Eppure nella sua cameretta, nell’intimità del suo smartphone, la figlia adolescente è rimasta invischiata nella ragnatela di un predatore sessuale che l’ha adescata, sedotta e indotta a postare sue immagini erotiche. Per gli ignari genitori è stato devastante, la prima reazione è stata la delusione, poi è subentrata la rabbia, infine i dubbi: «Ci sentiamo in colpa per non essere riusciti a proteggere nostra figlia da un ladro che è entrato nella sua vita e le ha rubato l’innocenza». Questa famiglia pensava che queste ‘brutte cose’ succedono agli altri. Dice la madre: «Nessuno è al riparo da questi abili professionisti della seduzione che agganciano i nostri figli online». Controllare i loro smartphone serve a poco, infatti sanno far sparire ogni traccia.

Per la ragazzina, una giovane molto introversa, c’è stata l’umiliazione di doversi raccontare e svelare in polizia. Insomma un gesto d’impulso, uno scatto e un ‘invia’, che ha pesanti ripercussioni anche sull’intera famiglia creando un vero e proprio inferno.

Vietare non sembra servire a molto. Come spiega a pagina 2 lo psicologo Pierre Kahn, la migliore prevenzione è allenare i nostri figli a pensare, a vedere i rischi, a soppesare costi e benefici.

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