In vista del voto
15.10.2019 - 18:050
Aggiornamento : 25.10.2019 - 18:05

Non fidatevi degli slogan da stadio

Mancano poche ore all’apertura dei seggi elettorali e la tensione all’interno dei partiti e tra i candidati è chiaramente aumentata, forse, anche perché in questa tornata c’è un elemento nuovo. Allo stesso tempo la popolazione sembra invece meno preoccupata, poco attenta, forse frustrata o addirittura indifferente. D’altra parte, è molto eloquente il fatto che in Ticino nel 2015 la partecipazione alle elezioni federali non abbia superato la soglia del 55% e, ad oggi, la percentuale di votanti non è molto incoraggiante. Sono comunque persuaso che una buona fetta della popolazione non si limita a ripetere la solita tiritera “tanto non cambia niente” o “è tutta colpa dei politici”, ma crede ancora nella democrazia diretta e nelle istituzioni.

Ma torniamo al fattore novità. Se da anni è dato per assodato che la destra, da una parte, e la sinistra, d’altra, si uniscono in due blocchi più o meno omogenei, è invece innovativo e positivo quello che sta succedendo al centro: la congiunzione tra Ppd e Plr. Un centro che ha saputo guardare al di là degli steccati partitici, che si rivolge al futuro anziché al passato e che ha mostrato di avere più elementi di unione che non di divisione.

Una congiunzione che ha fatto discutere al punto da scomodare il consigliere di Stato Norman Gobbi che se non erro non è (ancora) candidato alle Camere federali. Per farla breve, l’onorevole Gobbi è recentemente intervenuto chiedendo maggiore trasparenza in politica riferendosi alla congiunzione Ppd-Plr. Francamente mi viene da sorridere: da che pulpito! Negli ultimi anni sono clamorose le volte in cui i congiunti Lega e Udc si sono posizionati esattamente all’opposto. Basti citare la votazione sull’ultimo Consuntivo 2018 dove la Lega (maggioranza relativa in Governo) era a favore, mentre l’Udc contrario. Potrei continuare citando l’aumento vergognoso dell’imposta di circolazione voluto da Gobbi contro cui l’Udc ha lanciato una petizione. Oppure la tassa sui parcheggi (“di collegamento”) voluta da Zali contro cui due noti esponenti Udc ne hanno chiesto l’abolizione tramite un’iniziativa parlamentare. Per non parlare delle posizioni chiaramente opposte sull’aumento sproporzionato delle multe da radar, sulla tredicesima Avs o sulle casse malati.

Per concludere invito gli elettori a non fidarsi degli slogan da stadio e di confidare in un centro più unito che con maggior concretezza potrà continuare a rappresentare al meglio il Ticino a Berna.

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