Il vettore, sfrecciato per oltre 700 km nel Mar del Giappone, è l'undicesimo test dell'anno e precede le manovre congiunte Usa-Corea del Sud. Pyongyang minaccia Seul e critica Tokyo.
La Corea del Nord ruggisce testando i suoi missili nell'ennesima prova di forza alla vigilia delle consuete manovre congiunte tra Washington e Seul, mandando un messaggio anche a Tokyo, che con la sua politica di riarmo si sta trasformando in uno "Stato di guerra" accusano i nordcoreani.
Stamani, poco prima dell'alba, Pyongyang ha lanciato un missile che è sfrecciato sul Mar del Giappone per oltre 700 chilometri: la sua natura è incerta, le forze armate sudcoreane stanno analizzando caratteristiche e traiettoria insieme agli Stati Uniti.
Il lancio, partito dalla zona di Wonsan, sulla costa orientale nordcoreana, è il secondo in meno di una settimana e l'undicesimo effettuato dall'inizio dell'anno: la distanza coperta fa ipotizzare che possa trattarsi di un missile balistico a corto raggio, categoria che comprende i KN-23, considerati la versione nordcoreana degli Iskander russi e capaci di raggiungere circa 700-800 chilometri.
Gli stessi missili che Kim Jong-un avrebbe regalato all'alleato Vladimir Putin, e che secondo fonti ucraine sarebbero già schierati in territorio russo e largamente utilizzati sul terreno di battaglia. Da ultimo nella martoriata Zaporizhzhia, nel sud dell'Ucraina, colpita nelle ultime ore da una salva di missili made in Pyongyang che hanno causato 6 morti e una ventina di feriti.
Qualche analista ipotizza che i nuovi lanci siano collegati ai test di nuovi vettori: quel che è certo è che Mosca, in cambio di milioni di munizioni ricevute dai nordcoreani, oltre agli ulteriori 50mila soldati che sarebbero pronti a combattere a fianco dei russi, abbia fornito a Pyongyang know-how tecnologico, forse proprio da collegare al programma missilistico.
È indubbio però che gli occhi di Kim siano puntati sull'esercitazione annuale Ulchi Freedom Shield tra Corea del Sud e Stati Uniti. Pyongyang considera le manovre una prova generale e ammonisce Seul: il progetto di costruire il primo sottomarino a propulsione nucleare è una minaccia, per fronteggiarla "siamo pronti a sviluppare una potenza senza pari".