Misereor accusa il governo di accordi bilaterali per le espulsioni di afghani, anche senza precedenti penali, nonostante le gravi violazioni dei diritti umani.
Il governo tedesco, cinque anni dopo la conquista del potere dei talebani in Afghanistan, "collabora de facto con il regime del terrore di Kabul". È l'accusa lanciata dall'associazione Misereor, che denuncia accordi bilaterali fra la Germania e il regime islamista per effettuare le espulsioni dalla Repubblica federale.
"La ragione risiede negli accordi bilaterali relativi alle espulsioni di criminali afghani, nonché in ulteriori espulsioni previste di cittadini afghani senza precedenti penali - sostiene l'associazione -. Nel frattempo, gravi violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione civile afghana sono all'ordine del giorno e, secondo quanto riferito dai partner di Misereor presenti in Afghanistan, stanno diventando sempre più gravi".
"Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato di non voler riconoscere il 'regime de facto', ma, secondo la valutazione di Misereor, lo sta facendo in modo sempre più diretto" - si legge sul sito dell'organizzazione.
"Ufficialmente, già oggi due rappresentanti dei talebani dirigono le ambasciate a Berlino e il consolato generale a Bonn. L'autorizzazione e i visti necessari sono stati concessi loro dal governo federale. I talebani stanno aumentando la pressione sul governo federale affinché consenta l'invio di ulteriori diplomatici, annullando i voli di espulsione programmati, l'ultimo dei quali all'inizio di luglio".