L'ok di Lisa Nandy certifica il passaggio del quotidiano conservatore a un gruppo tedesco per 575 milioni di sterline, prima proprietà straniera in 171 anni
Via libera finale anche dal governo laburista di Keir Starmer al passaggio di proprietà del Daily Telegraph, storico giornale conservatore britannico ceduto a marzo al colosso editoriale tedesco Axel Springer e destinato a passare per la prima volta in mani straniere in 171 anni di vita.
L'operazione era stata annunciata a marzo per un ammontare pari a 575 milioni di sterline, oltre 608 milioni di franchi. Segna una svolta, almeno simbolica, per la testata, già sostenitrice della Brexit: incorporata ora in una grande holding continentale (proprietaria, fra l'altro, in Germania del tabloid populista Bild e del giornale d'opinione Die Welt) che fa capo a un imprenditore tendenzialmente europeista. L'imprenditore si è comunque impegnato non solo a garantire risorse per il rilancio del Telegraph, ma anche a rispettarne la linea ideologica di baluardo del conservatorismo britannico e internazionale.
L'ok dell'esecutivo, associato a quello dell'autorità di regolazione dei media nel Regno, era necessario a garanzia del rispetto delle norme britanniche sul pluralismo, la libertà d'informazione e la concorrenza. A formalizzarlo è stata oggi Lisa Nandy, ministra della Cultura e dei Media, secondo la quale non vi sono motivi per "intervenire su questa transazione".
Alle prese con una crisi debitoria esplosa sotto la proprietà degli eredi dei fratelli Barclay, due miliardari londinesi titolari, fra l'altro, dell'hotel Ritz, che ne avevano acquisito il controllo nel 2004, il Telegraph è stato negli ultimi anni al centro di trattative di vendita e trame varie. Oggetto dapprima di un tentativo di scalata operato da una cordata formata dal fondo americano Red Bird assieme a un fondo degli Emirati (bloccata a causa del timore di condizionamenti d'interessi esteri da parte dei candidati soci arabi), e poi di una controversa offerta 'nazionale' avanzata dal proprietario del tabloid Daily Mail, lord Jonathan Rothermere: il cui obiettivo di dar vita a un quasi monopolio sulla stampa 'destrorsa' dell'isola aveva suscitato riserve da più parti, per paura di un'eccessiva concentrazione di potere.