''La Francia e l'Ue designino l'intera organizzazione di Hezbollah come organizzazione terroristica, e non solo la sua ala militare, come già fatto da diversi Paesi europei. È necessaria la completa delegittimazione di Hezbollah, perché questo gruppo filo-iraniano opera militarmente contro Israele da decenni, rovinando progressivamente il Libano e il suo futuro''. Lo rende noto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in una nota, a margine dell'incontro con il suo omologo francese Jean-Noël Barrot oggi a Gerusalemme.
''Ho ascoltato le impressioni del ministro sulla sua visita in Libano e abbiamo discusso a lungo della guerra contro l'Iran e Hezbollah. Gli ho descritto le operazioni israeliane contro i militanti di Hezbollah, compiendo ogni sforzo per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile. Ho anche illustrato al ministro la portata degli attacchi, oltre 2'500, contro Israele dal territorio libanese, a partire dal 2 marzo, comprese le aree a sud del fiume Litani, su cui il governo e l'esercito libanesi solo due mesi e mezzo fa avevano affermato di raggiunto il controllo operativo. Purtroppo, il governo libanese e il suo esercito non stanno intraprendendo alcuna azione significativa contro Hezbollah, né militarmente né in altri ambiti'', si legge nella nota.
Nel frattempo, The Economist intitolato "Operazione furia cieca", "Operation Blind Fury" la sua copertina sulla falsariga dell'operazione "Epic Fury", "furia epica", lanciata da Donald Trump in Iran.
Secondo il magazine britannico, la guerra in Medio Oriente sta rendendo il "presidente più debole e arrabbiato. Riducendo i superpoteri politici di Trump, la sua campagna sconsiderata potrebbe renderlo più pericoloso". The Economist parla di "guerra avventata e sconsiderata. Anche un conflitto di breve durata altererebbe il corso del suo secondo mandato. Uno che si protragga per mesi potrebbe farlo precipitare rovinosamente a terra", afferma il magazine.