Estero

India al voto. Modi avanti in 3 regioni, l'opposizione nel Kerala

4 maggio 2026
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Molte sorprese e qualche conferma. Le principali forze politiche indiane si sono sfidate alle urne in cinque regioni del Paese: un voto cruciale in vista delle elezioni nazionali in programma fra tre anni.

I risultati sono stati i più diversi. Ma mentre l'opposizione guidata dal Partito del Congresso appare in testa nel Kerala e il nuovissimo movimento politico Tvk guidato da una star del cinema come Joseph Vijay avanza verso la maggioranza relativa nello Stato industriale del Tamil Nadu, i risultati parziali vedono il partito di governo Bjp del premier Narendra Modi o i suoi alleati avanti nell'Assam, nel più piccolo Territorio di Puducherry e soprattutto nel Bengala occidentale.

Ed è proprio quest'ultima la novità politica più grande e più importante del voto svoltosi tra aprile e maggio. Un dato che molti analisti interpretano come un inedito allargamento politico del partito di Modi sulla mappa dell'India, oltre le zone settentrionali e occidentali del Paese ritenute le sue roccheforti. Il Bjp, considerato su posizioni conservatrici e nazionaliste, non aveva infatti mai vinto le elezioni nel Bengala occidentale, governato da 15 anni dal partito Trinamool Congress dell'oppositrice Mamata Banerjee e prima ancora per ben 34 anni dal Fronte di sinistra.

Il Bengala occidentale - nel nord-est dell'India, con capitale a Kolkata, Calcutta - è uno Stato fondamentale a livello politico visto che ha una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti. Ma mentre Modi reclama "una vittoria da record", l'opposizione punta il dito contro la "Special Intensive Revision" (Sir): una revisione in cui stando ad alcuni osservatori sono stati rimossi milioni di nomi dalle liste elettorali locali.

Il governo di Modi sostiene che l'iniziativa sia servita a cancellare dalle liste elettorali persone che non avevano diritto al voto, le opposizioni sostengono invece che siano state ingiustamente penalizzate le minoranze, come quella musulmana, che nel Bengala occidentale rappresenta il 27% della popolazione. Mamata Banerjee ha pure accusato la Commissione elettorale di "lavorare su ordine del partito Bjp" per depennare i suoi sostenitori dalle liste elettorali. Accuse che il governo respinge.

L'anno scorso, Human Rights Watch ha accusato il governo indiano di aver "espulso centinaia di musulmani di etnia bangladese", trasferendoli in Bangladesh "senza un regolare processo" nonostante, stando a quanto denuncia l'Ong per i diritti umani, "molti di loro" fossero "cittadini indiani".

Stando ai risultati parziali, il partito di Modi avrebbe al momento almeno 194 seggi su 294 nel Bengala occidentale, contro i 68 del Trinamool Congress. Il Bjp dovrebbe anche rimanere al governo nell'Assam, 31 milioni di abitanti, dove ha per ora ottenuto 82 seggi su 126 e una coalizione filogovernativa appare in testa anche nel più piccolo Territorio di Puducherry, 1,2 milioni di abitanti, con 12 seggi su 30. Se i risultati saranno confermati - rimarca il Guardian - il partito di Modi governerà in 20 Stati indiani su 28.

Ma il Bjp - che nel 2024 ha perso la maggioranza in Parlamento - non ha sfondato dappertutto. Nel Kerala, 36 milioni di abitanti, il partito conservatore di Modi è una forza politica minore e la coalizione d'opposizione guidata dal Partito del Congresso è avanti con 63 seggi su 140 contro i 26 finora assegnati al Fronte democratico di sinistra a guida comunista.

Nel Tamil Nadu, 80 milioni di abitanti, il nuovissimo partito Tvk dell'attore Joseph Vijay è in testa con almeno 101 seggi su 234, seguito dal partito d'opposizione Dmk con 56, mentre il filogovernativo Aiadmk, alleato del partito di Modi, è appena terzo con 45 seggi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni