Indagine interna del Pentagono e analisi del New York Times suggeriscono un raid Usa contro una base delle Guardie della Rivoluzione; 175 vittime e appello Onu per trasparenza
L'attacco del 28 febbraio che ha colpito una scuola elementare femminile nella città di Minab, nel sud dell'Iran, è finora la strage di civili più vasta da quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato le loro operazioni militari contro il Paese.
Ma ancora nessuna delle parti in guerra si è assunta la responsabilità, con Washington e Teheran che continuano ad accusarsi a vicenda della morte di almeno 175 persone, di cui 150 bambine che frequentavano l'istituto.
Nei giorni successivi all'attacco il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth si era limitato ad assicurare che c'era un'indagine in corso, mentre il portavoce dell'esercito israeliano, Nadav Shoshani, aveva dichiarato che "al momento" non era a conoscenza di alcuna operazione militare di Israele "in quella zona". Ora, però, sono emersi alcuni elementi che dimostrerebbero la responsabilità degli Stati Uniti.
Dall'indagine interna del Pentagono, che non è ancora stata completata, risulterebbe che le forze armate americane abbiano compiuto l'attacco, secondo quanto riferito alla Reuters da due funzionari informati. L'agenzia non è stata in grado di ottenere altri dettagli sull'indagine, come quali prove abbiano contribuito alla valutazione preliminare e che tipo di munizioni siano state utilizzate.
Allo stesso tempo, una serie di elementi raccolti dal New York Times dimostrano che l'edificio è stato colpito dagli Usa probabilmente nell'ambito di un raid contro una base delle Guardie della Rivoluzione vicino al complesso scolastico. La scuola elementare si trova, infatti, nella piccola città meridionale di Minab, a oltre 960 chilometri da Teheran, ma vicina alla cruciale via d'acqua dello stretto di Hormuz, dove i pasdaran hanno una base navale.
Un'analisi delle foto satellitari e di video di passanti ad un'ora dall'attacco del 28 febbraio confermerebbe che la scuola è stata colpita nello stesso momento in cui è stata colpita la base dei pasdaran. In uno dei filmati, ad esempio, si vedono diverse colonne di fumo che si levano dall'area della base e della scuola allo stesso tempo.
A corroborare questa tesi ci sono le dichiarazioni pubbliche di funzionari Usa sul fatto che, il giorno in questione, jet americani stavano conducendo operazioni in quella regione. In un altro video, girato da un automobilista che passava davanti all'ingresso della base delle Guardie Rivoluzionarie, si vedono scure colonne di fumo che si alzano dai punti in cui erano stati colpiti gli edifici.
Il New York Times ha anche analizzato altre immagini satellitari fornite da Planet Labs. Queste dimostrano che diversi attacchi di precisione hanno colpito almeno sei edifici dei pasdaran, oltre alla scuola. Quattro all'interno della base navale sono stati completamente distrutti e su altri due si vedono i punti di impatto al centro dei tetti, coerenti con i raid.
Da Ginevra l'alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto risposte su "questo incidente assolutamente tragico" e ha affermato di sperare che le indagini siano "tempestive e vengano svolte in piena trasparenza". "Ci aspettiamo anche - ha incalzato - che vengano accertate le responsabilità, perché ovviamente sono stati commessi degli errori".