Lapid annuncia ricorso alla Corte Suprema contro la nomina di Michael Rabello e si denunciano pressioni e foto delle schede
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha annunciato che presenterà ricorso all'Alta Corte di Giustizia contro la nomina dell'avvocato Michael Rabello a Controllore dello Stato, approvata oggi dalla Knesset.
«Il Likud ha viziato l'elezione per il Controllore dello Stato violando la segretezza del voto», ha dichiarato Lapid. Anche Yair Golan, il leader del partito di sinistra I Democratici, ha criticato l'elezione affermando che «quanto accaduto oggi in plenaria è la chiara condotta di un'organizzazione criminale: ricatti, minacce e intimidazioni. Per impedire che alle elezioni generali si ripeta quanto accaduto oggi alla Knesset, il fronte democratico e i cittadini rispettosi della legge devono andare a votare in massa».
Anche Gadi Eizenkot, il leader del partito centrista Yashar!, ha attaccato l'elezione in un post su X: «La coalizione di Netanyahu in vista delle elezioni del 2026: quando non c'è la maggioranza, non resta che aggirare la legge e minare la trasparenza delle elezioni», invitando Rabello a non accettare l'incarico.
Le polemiche sono legate al fatto che Rabello è uno degli avvocati personali di Netanyahu, ma il ricorso alla Corte Suprema verte sulla legalità della procedura del voto odierno: durante il primo turno di voto, infatti, il candidato dell'opposizione aveva ricevuto tre voti in più di Rabello, tuttavia non sufficienti perché nessun candidato aveva ottenuto la maggioranza assoluta necessaria.
In vista del secondo turno di votazioni e nel tentativo di identificare i franchi tiratori che avevano sostenuto l'opposizione, Aliza Barashi, la coordinatrice del gruppo del Likud alla Knesset, avrebbe chiesto ai parlamentari della coalizione di fotografarsi con la scheda elettorale dietro al seggio durante il voto a scrutinio segreto, violando le procedure della Knesset.