Estero

Dipartimento di Stato Usa progetta portale per aggirare divieti online in Europa

Il sito, ospitato su freedom.gov, potrebbe includere una funzione VPN; il progetto è stato ritardato dopo preoccupazioni sollevate da funzionari e avvocati

19 febbraio 2026
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Il Dipartimento di Stato americano sta sviluppando un portale online che consentirà ai cittadini europei e di altri paesi di accedere a contenuti vietati dai rispettivi governi, tra cui presunti incitamenti all'odio e propaganda terroristica, una mossa che Washington considera un modo per contrastare la censura.

Lo scrive la Reuters citando tre fonti a conoscenza del progetto.

Il sito sarà ospitato su "freedom.gov", hanno affermato le fonti. Una di queste ha detto che i funzionari hanno discusso l'inclusione di una funzione di rete privata virtuale (VPN) per far sembrare che il traffico di un utente provenga dagli Stati Uniti e ha aggiunto che l'attività sul sito non verrà tracciata.

Guidato dal sottosegretario per la Diplomazia Pubblica Sarah Rogers, il progetto avrebbe dovuto essere presentato alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco della scorsa settimana, ma è stato ritardato.

Reuters non è riuscita a determinare perché il lancio non sia avvenuto, ma alcuni funzionari del Dipartimento di Stato, tra cui avvocati, hanno espresso preoccupazione per il piano, hanno affermato due fonti, senza tuttavia fornire dettagli. Il progetto potrebbe ulteriormente incrinare i legami tra l'amministrazione Trump e i tradizionali alleati degli Stati Uniti in Europa, già aggravati dalle controversie commerciali, dalla guerra della Russia in Ucraina e dalla spinta del presidente Donald Trump ad affermare il controllo sulla Groenlandia.

Il portale potrebbe anche mettere Washington nella posizione insolita di sembrare di incoraggiare i cittadini a violare le leggi locali. In una dichiarazione a Reuters, un portavoce del Dipartimento di Stato ha affermato che il governo degli Stati Uniti non dispone di un programma di elusione della censura specifico per l'Europa, ma ha aggiunto: "La libertà digitale è tuttavia una priorità per il Dipartimento di Stato, e ciò include la diffusione di tecnologie per la tutela della privacy e per l'aggiramento della censura, come le VPN".