"Israele viola sistematicamente le norme dell'Organizzazione internazionale del Lavoro e i diritti dei lavoratori palestinesi, e occorre smantellare l'ombrello protettivo di cui gode in quanto Stato al di sopra della legge": lo ha detto il Consigliere speciale dell'ufficio del direttore generale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), l'agenzia dell'Onu per il lavoro, Constas Papadakis, oggi al Cairo per discutere della situazione dei lavoratori palestinesi nei territori occupati.
Israele - ha denunciato - "rifiuta di consentire l'accesso delle commissioni d'inchiesta dell'Oil nei territori palestinesi affinché testimonino in prima persona le tragiche condizioni dei lavoratori palestinesi". Nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania - ha spiegato - sono andati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro e molte imprese hanno dovuto chiudere a causa della guerra che ha devastato, tra l'altro, il mercato del lavoro palestinese.
In proposito Papadakis ha chiesto di istituire "un meccanismo di finanziamento per assistere i lavoratori palestinesi attraverso l'Organizzazione internazionale del lavoro, al fine di accelerare la convocazione di una conferenza internazionale dei donatori". Necessari anche "l'elaborazione di un piano chiaro per rivitalizzare il mercato del lavoro e le sue varie componenti" e "un piano d'azione per migliorare e rendere più eque le condizioni dei lavoratori in Palestina e nei territori arabi occupati".