Estero

India punta alla leadership globale nell'intelligenza artificiale

Modi inaugura l'AI Impact Summit a New Delhi con 300.000 visitatori, 30 capi di Stato e l'annuncio di 100 miliardi di dollari da Adani

17 febbraio 2026
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«For India, AI stands for All Inclusive, in India l'intelligenza artificiale è sinonimo di inclusività»: è uno dei tanti slogan firmati dal premier indiano Narendra Modi che costellano Bharat Mandapam, l'area fieristica di New Delhi dove, fino al 19, è in corso l'AI Impact Summit.

Cinque giorni per un mega evento internazionale, il più grande, sottolinea il governo indiano, mai tenuto sull'IA, con cui il paese si candida ad offrire al mondo, e in particolare al sud globale, la sua leadership nel settore.

Con 300.000 visitatori accreditati, 30 capi di Stato internazionali, tra cui i presidenti di Francia e Brasile, e varie migliaia di relatori, l'evento è l'ennesimo successo d'immagine per il premier Modi, che l'ha fortemente voluto. Ieri, mentre lo inaugurava, Modi ha invitato i big data center di tutto il mondo a trasferirsi in India "perché il futuro dell'IA è qui".

Facendogli eco, il ministro dell'Informatica Ashwini Vaishnaw, che ne ha curato l'organizzazione, ha sottolineato che il Summit non mira ad accordi internazionali a livello politico, ma punta ad annunci di cospicui investimenti industriali, come quello arrivato oggi dal gruppo Adani, che investirà 100 miliardi di dollari, e che si propone inoltre come la più grande piattaforma per discutere come fare dell'IA lo strumento per un futuro sostenibile, basato sulle persone, coerente con le linee guida dell'innovazione, collaborazione, responsabilità e trasparenza degli algoritmi.

Il programma del Summit si snoda in 500 tra dibattiti e interventi, che richiamano migliaia di relatori, tra i quali grandi e attesissimi protagonisti, come Sundar Pichai di Google, Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI, e con la presenza di aziende internazionali leader dell'IA: Nvidia, Dell, Microsoft, Deloitte, Infosys, Adobe, Meta, Cognizant, Zoom, Accenture, Ericsson.

La fiera è popolata da un pubblico giovanissimo, la Gen Z indiana ipertecnologizzata, per la quale, come dimostra il padiglione istituzionale del governo indiano, il futuro è già presente. L'India ha messo qui in vetrina alcune applicazioni top dell'IA che stanno cambiando le modalità di interazione tra istituzioni, individui, comunità.

Dalle app che usano l'IA per facilitare l'accesso alla burocrazia, ai modelli linguistici che cancellano le barriere tra le decine di lingue del subcontinente, dall'applicazione per il controllo della produzione del latte di Amul, la più grande cooperativa casearia del paese, a "Gyanbharatam", che trasforma antichi manoscritti in testi digitali. Fino alle applicazioni per la gestione della sorveglianza attraverso i droni, e a quelle per la salute, come "Remidio", una sorta di binocolo portatile che esamina la cornea e che in pochissimi secondi individua cataratta e glaucoma, uno strumento fondamentale per l'India, paese che conta il più alto numero di persone al mondo con problemi di vista.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni