Gli svizzeri viaggiano meno verso gli Stati Uniti, malgrado le condizioni finanziarie ottimali, con il dollaro ai minimi rispetto al franco dal 2015: pesano le tensioni geopolitiche e il deterioramento dell'immagine del paese, si rammaricano gli operatori turistici.
"Prevediamo un calo degli arrivi dalla Svizzera nel 2026, dell'ordine del 20-25%, al di sotto dei 300'000 visitatori", ha affermato in un evento a Zurigo Heinz Zimmermann, presidente del comitato Visit Usa (Vusa), che opera per la promozione degli Stati Uniti come destinazione. L'anno scorso si è registrata una flessione del 10,6% a 361'000 viaggiatori. A titolo di confronto, prima della pandemia, nel 2019, erano 474'550 le persone che si erano recate oltre Atlantico.
"I fattori razionali che spingono a viaggiare negli Stati Uniti - dollaro debole, tariffe aeree interessanti - e quelli emotivi sono attualmente in contrasto", argomenta l'esperto. Sono soprattutto coloro che si recano in America per la prima volta a esitare.
Ieri un centinaio di agenzie di viaggio si sono riunite a Zurigo per scoprire diverse destinazioni e attrazioni del paese di Donald Trump. Organizzato da Visit Usa, l'evento permette agli agenti di viaggio di informarsi per i propri clienti e di trasmettere le novità. "Vogliamo rimanere presenti, poiché il mercato elvetico è importante, nonostante le sue piccole dimensioni", sottolinea Zimmermann. Nella situazione attuale ciò equivale a un investimento a lungo termine.
Tra gli espositori si percepisce una certa amarezza. "L'immagine degli Stati Uniti si è terribilmente deteriorata, la politica seguita da Trump ha un effetto devastante sul turismo internazionale", si rammarica David O'Donnell, vicepresidente della comunicazione di Meet Boston, l'ufficio turistico della località americana. La situazione è tanto più frustrante in quanto le grandi città della costa orientale, tra cui appunto Boston, sono nel complesso più progressiste e si oppongono alla politica del presidente americano. "La nostra regione ospita alcuni dei più grandi istituti di formazione e ricerca, un elemento chiave della nostra identità".
Boston accoglie ogni anno circa 25'000 visitatori elvetici, la maggior parte dei quali (75%) per turismo ricreativo. Il loro potere d'acquisto li rende una clientela ambita. "La spesa media giornaliera pro capite degli svizzeri raggiunge i 295 dollari, escluse le spese per hotel e biglietti aerei", precisa O'Donnell.
Quest'estate Boston approfitterà del suo status di città ospitante dei mondiali di calcio. "Abbiamo ancora qualche disponibilità, per chi vuole vivere l'atmosfera effervescente della città", dichiara. L'agglomerato vuole però posizionarsi come destinazione per tutte le stagioni e ha ampliato la sua offerta di animazione durante la stagione invernale.
È intanto arduo ottenere risposte precise dalle compagnie aeree sullo stato delle prenotazioni estive. Per bocca di un portavoce Edelweiss ammette tuttavia che "l'andamento delle prenotazioni per gli Stati Uniti risulta attualmente difficile".