Incontro a Mosca per esplorare soluzioni diplomatiche con l'OSCE
In qualità di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis ha incontrato oggi a Mosca il suo omologo russo Sergey Lavrov. Al centro del colloquio, le possibili vie per raggiungere la pace in Ucraina.
Attraverso un post su "X", Cassis ha sottolineato l'importanza del dialogo e di un multilateralismo inclusivo. Insieme a Lavrov e al segretario generale dell'OSCE, Feridun Sinirlioglu, ha discusso di come l'organizzazione possa fungere da piattaforma per facilitare il dialogo, con l'obiettivo di sostenere una pace giusta e duratura in Ucraina, basata sul diritto internazionale.
Una nota dell'OSCE ha evidenziato che durante l'incontro si è parlato anche delle gravi perdite umane causate dal conflitto. Cassis ha dichiarato: "A quasi quattro anni dall'inizio della guerra, i civili continuano a soffrire. Gli attacchi contro i civili e le infrastrutture critiche stanno causando danni a lungo termine. È necessario rinnovare gli sforzi diplomatici per trovare una soluzione negoziata che allevi le sofferenze dei civili e garantisca il rispetto del diritto internazionale umanitario in ogni momento".
Cassis ha ribadito la responsabilità degli Stati partecipanti di mantenere aperti i canali di discussione sulla stabilità futura e la sicurezza cooperativa. Tuttavia, Lavrov ha espresso un'opinione critica, affermando che l'OSCE si trova in una "profonda crisi" e rischia "l'autodistruzione", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti.
L'incontro rappresenta la seconda tappa dell'offensiva diplomatica di Cassis nell'ambito della presidenza svizzera dell'OSCE. Lunedì, Cassis si era recato a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro degli esteri Andrii Sybiha.
Al Forum economico mondiale (WEF), Cassis aveva espresso la sua intenzione di svolgere un ruolo di mediatore nel processo di pace in Ucraina. Tuttavia, l'organizzazione è in una fase di stallo da diversi anni, con un crescente divario tra la Russia e gli altri Stati e pressioni degli Stati Uniti per ridurre i fondi.
Recentemente, su iniziativa degli Stati Uniti, sono stati avviati colloqui ad Abu Dhabi tra le parti in conflitto, ma finora i risultati sono stati limitati. Gli sforzi diplomatici si arenano sulla questione dei territori che Kiev dovrebbe cedere a Mosca, in particolare il Donbass, ricco di risorse naturali.