Estero

New Start verso il rinnovo, "USA e Russia vicini a un accordo"

5 febbraio 2026
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Per la prima volta in oltre mezzo secolo il mondo è privo di limiti vincolanti per gli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, che insieme possiedono circa l'85% delle testate atomiche mondiali. Il New Start, l'ultimo trattato in vigore in materia tra i due paesi, è formalmente scaduto oggi, e una proroga non è più tecnicamente possibile. Col rischio di una nuova corsa agli armamenti, come ha avvisato anche il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres.

Washington e Mosca, secondo Axios, sarebbero tuttavia vicine a un accordo informale per rispettare il New Start oltre la sua scadenza, per almeno sei mesi durante i quali negoziare un nuovo trattato. Ma il piano deve ancora ricevere l'approvazione di entrambi i presidenti e in ogni caso si tratterebbe di un'intesa "basata su una stretta di mano", quindi non giuridicamente vincolante. Intanto Pechino, più volte chiamata in causa dagli USA, esclude di partecipare a discussioni sulle armi nucleari in questa fase.

Le trattative si sono svolte nelle ultime 24 ore ad Abu Dhabi, dove gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno negoziato sul New Start con funzionari russi a margine dei colloqui sulla guerra in Ucraina, durante la quale peraltro il presidene russo Vladimir Putin ha più volte evocato la minaccia di un attacco nucleare. I colloqui si sono svolti senza la partecipazione attiva dei funzionari del Dipartimento di Stato specializzati in controllo degli armamenti.

"Abbiamo concordato con la Russia di operare in buona fede e di avviare una discussione su modi per aggiornarlo", ha detto un funzionario statunitense. Un'altra fonte ha aggiunto che, praticamente, entrambe le parti accetterebbero di rispettare i termini dell'accordo per almeno sei mesi, periodo durante il quale si negozierà un possibile nuovo trattato.

Rispondendo alla domanda se esista un accordo temporaneo con la Russia, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha però risposto: "non che io sappia". Mentre il presidente Donald Trump ha scritto su Truth che "invece di prorogare il trattato ‘New Start’ (un accordo mal negoziato dagli Stati Uniti che, tra l'altro, viene gravemente violato), dovremmo incaricare i nostri esperti in materia nucleare di elaborare un nuovo trattato, migliorato e modernizzato, che possa durare a lungo nel futuro".

Nel frattempo, forse anche per evitare eventuali incidenti, il Comando europeo degli Stati Uniti ha annunciato la ripresa del dialogo militare tra USA e Russia, sospeso nel 2021 prima dell'invasione russa dell'Ucraina.

"Mantenere un dialogo tra le forze armate è un fattore importante per la stabilità e la pace globali, che possono essere raggiunte solo attraverso la forza, e fornisce un mezzo per aumentare la trasparenza e la de-escalation", ha affermato il Comando europeo delle forze USA. La decisione è stata presa anche a seguito dei "progressi produttivi e costruttivi" nei colloqui di pace sull'Ucraina di Abu Dhabi tra americani e russi.

Il Cremlino si è detto "rammaricato" per la scadenza del trattato e il ministero degli esteri russo si è lamentato che "le nostre proposte sono state deliberatamente ignorate", dopo che Putin aveva proposto una proroga di un anno. "Winter is coming" ("l'inverno è vicino"), ha ammonito dal canto suo l'ex presidente russo Dmitri Medvedev postando uno screenshot della serie tv "Game of Thrones". Ma Mosca comunque resta "pronta al dialogo con gli Stati Uniti se Washington risponde in modo costruttivo".

La principale ragione della riluttanza della Casa Bianca a estendere New Start è che il trattato non vincola Pechino, che possiede un arsenale molto più piccolo ma in rapida crescita. Come ha ricordato il segretario di Stato Marco Rubio, "Trump è stato chiaro in passato: per avere un vero controllo degli armamenti nel XXI secolo, è impossibile fare qualcosa che non includa la Cina".

Ma dal ministero degli esteri di Pechino è arrivata una gelata: "le capacità nucleari della Cina sono su una scala totalmente diversa da quelle degli Stati Uniti e della Russia e quindi essa non parteciperà a negoziati () in questa fase".

Alcuni esperti ritengono in effetti che un controllo trilaterale non possa funzionare, date le differenze tra gli arsenali attuali, ma che in futuro siano possibili negoziati bilaterali USA-Cina. Trump ha parlato ieri con il presidente cinese Xi Jinping, anche se il controllo degli armamenti non è stato menzionato nei resoconti ufficiali. Potrebbe però entrare nell'agenda della visita di Trump in Cina ad aprile.