Anna Derevyanko dell'EBA invita le aziende a scommettere sul paese nonostante i bombardamenti, evidenziando crisi energetica, carenza di personale e necessità di garanzie
A Davos (GR), mentre la presenza del presidente americano Donald Trump monopolizza il Forum economico mondiale (WEF), l'Ucraina lancia un appello urgente e controcorrente: investire ora, non dopo la guerra. Anna Derevyanko, direttrice della European Business Association (EBA), un'associazione ucraina di imprese, è in missione al WEF per convincere le aziende a scommettere su un paese sotto i bombardamenti.
"L'economia ucraina continua a funzionare: siamo esausti, ma non ci arrendiamo", afferma in un'intervista pubblicata oggi da 20 Minuten, tracciando un quadro di radicale resilienza forzata, dove la carenza di energia e di personale batte la corruzione nelle preoccupazioni delle imprese.
"Il discorso di Trump non ha portato nulla di nuovo, è stato molto prevedibile: noi aspettiamo", commenta. "La guerra russa in Ucraina è una questione urgente che richiede immediata attenzione. Non credo che, al momento, Trump possa semplicemente distoglierne lo sguardo".
L'arrivo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Davos potrebbe aiutare a far tornare l'Europa orientale al centro dell'attenzione mondiale. "Percepiamo che l'attenzione per l'Ucraina sta scivolando in basso nell'agenda: altre regioni si fanno avanti e, a causa di Trump, in questo momento tutti parlano solo della Groenlandia".
Malgrado tutto, la missione a Davos è chiara. "Siamo qui per costruire ora i contatti per il periodo post-bellico: chi aspetta che tutto sia sicuro arriva troppo tardi". La 48enne ammette comunque che il principale ostacolo agli investimenti è la totale imprevedibilità. "Ci avviciniamo al quinto anno di guerra e nessuno può dire quando finirà. Gli investitori hanno bisogno di sicurezza, sia fisica sia tramite garanzie statali. Se investi miliardi, devi sapere se la fabbrica domani ci sarà ancora. Attualmente non possiamo garantirlo".
I recenti scandali di corruzione non fanno bene, ma l'operatrice invita a un'analisi realistica. "Di certo non ci sono d'aiuto. Ma bisogna vedere la cosa in modo spassionato: l'economia spesso aggira lo Stato per evitare proprio questi problemi, anche in altri paesi. È importante come lo Stato reagisce alla corruzione scoperta e lì sta succedendo qualcosa. E, francamente: per le aziende in Ucraina oggi le interruzioni di corrente e la carenza di manodopera sono problemi di gran lunga più gravi della corruzione. Queste preoccupazioni esistenziali pesano di più".
La situazione energetica e demografica è infatti drammatica. "L'80% dei nostri membri soffre di interruzioni di elettricità. I generatori aiutano, ma se la corrente manca per 20 ore nessuna fabbrica può produrre. Per quanto riguarda il personale, il 95% delle ditte segnala una carenza. Molti uomini sono stati mobilitati, molti uccisi. Altri sono fuggiti".
La risposta delle imprese è una lezione di resilienza forzata: "Sostituiamo, dove possibile, le persone con la tecnologia. Digitalizziamo i processi e utilizziamo l'intelligenza artificiale (IA) ovunque possibile, semplicemente perché ci mancano le braccia. Chi è ancora qui viene trattenuto con salari più alti e un focus sulla sicurezza e la salute mentale. Questa è la lezione che il mondo può imparare da noi: resilienza radicale. Quando cadono i razzi, si impara più in fretta. Perché per l'Ucraina non c'è altra strada. Per noi significa andare avanti o smettere di esistere. Vale sul campo di battaglia così come nelle aziende e per la società nel suo insieme".
La dipendenza dalle decisioni di una singola persona come Trump è fonte di frustrazione. "Non a volte, sempre! Ci siamo abituati alla frustrazione permanente. Ma bisogna distinguere: militarmente dipendiamo dagli Usa, economicamente invece siamo sulla stessa barca dell'Europa: e anche davanti all'Europa ci sono grandi compiti. Dobbiamo spezzare questa dipendenza, non abbiamo scelta: o cambiamo o moriamo".
Alla Svizzera, Derevyanko rivolge una richiesta precisa. "Al governo: estenda le assicurazioni sui rischi anche ai nuovi investitori elvetici, non solo a quelli che sono già da noi. Questo dà alla vostra economia un vantaggio competitivo. Alle aziende: utilizzate il tempo adesso. Costruite contatti. Non aspettate condizioni perfette in Ucraina, altrimenti perderete l'opportunità di entrare".
Le opportunità, nonostante tutto, esistono. "Energia, farmaceutica, infrastrutture e, naturalmente, tecnologia militare: questo settore sta esplodendo in questo momento. E non dimenticate l'IA. Il rischio è alto, ma lo sono anche le possibilità di guadagno". La forza dell'Ucraina sta proprio in tale resilienza testata sul campo: "Sono tempi incerti per il mondo. Nessun paese ha la garanzia di poter operare domani secondo le regole di ieri. È più conveniente investire ora nella resilienza e imparare dall'Ucraina, che pagare dopo per l'omissione", conclude.