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WEF: Trump ci costringe a prenderci cura della nostra difesa, Rutte

21 gennaio 2026
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"Possiamo essere felici che Donald Trump sia qui, perché ci costringe a prenderci cura della nostra difesa". È quanto ha affermato oggi a Davos, al Forum economico mondiale (WEF), il segretario generale dell'Alleanza Atlantica (NATO), Mark Rutte.

Senza il presidente statunitense "non avremmo preso le decisioni cruciali per far progredire la nostra economia", ha proseguito durante un incontro dedicato alla difesa europea organizzato alla presenza dei presidenti polacco e finlandese, Karol Nawrocki e Alexander Stubb.

La Finlandia è uno degli otto paesi europei minacciati da Trump con l'imposizione di dazi aggiuntivi se la Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, non gli verrà ceduta. Stubb ha manifestato la sua opposizione a questa misura commerciale in una missiva inviata a Washington e oggi ha affermato che "l'Europa è in grado di provvedere alla sua sicurezza".

La disputa territoriale tra gli Stati Uniti e la Danimarca, entrambi membri della NATO, è senza precedenti e minaccia l'esistenza stessa dell'Alleanza Atlantica, a 77 anni dalla sua nascita nel 1949.

Molto cauto sul dossier, che lo pone in una posizione estremamente scomoda, Rutte ha annunciato domenica sera di aver avuto uno scambio con Trump, definito "ottimo", da quest'ultimo.

Lavoro dietro le quinte

Oggi Rutte ha ribadito che "la Nato è cruciale anche per la sicurezza statunitense. Il mio ruolo di segretario generale quando c'è tensione tra gli alleati, come in passato tra Turchia e Grecia, non è quello di commentare in pubblico, perché nel momento in cui lo faccio, non posso più aiutare a ridurre la tensione".

"Sto lavorando sulla questione dietro le quinte. Ci sono tensioni, è vero, ma la diplomazia attenta è l'unica soluzione. Dobbiamo difendere l'Artico, Trump ha ragione. Alla NATO stiamo lavorando per rendere la regione artica sicura", ha detto Rutte.

Priorità sull'Ucraina

"Il rischio è che ci concentriamo sulla Groenlandia, perché dobbiamo assicurarci che la questione venga risolta in modo amichevole, ma il problema principale ora non è la Groenlandia, è l'Ucraina", ha poi rilevato. "Mentre parliamo, missili e droni russi stanno attaccando le infrastrutture energetiche in Ucraina. I 90 miliardi ci sono ma saranno disponibili solo a marzo o aprile, ci vorrà ancora del tempo. Ho quindi bisogno che per gli alleati l'Ucraina sia la nostra priorità numero uno e poi potremo discutere tutte le questioni, compresa la Groenlandia".