Estero

Studio, libertà di stampa nel continente americano ai minimi storici

10 marzo 2026
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La Società interamericana della stampa (Sip), in collaborazione con l'Università Cattolica Andrés Bello (Ucab), ha presentato la sesta edizione dell'Indice Chapultepec sulla libertà di espressione e di stampa nelle Americhe, che registra la media regionale più bassa dalla creazione dello studio: 47,13 punti su 100. Il rapporto, elaborato sulla base delle valutazioni di 195 esperti in 23 Paesi, segnala un "deterioramento significativo" delle condizioni per il giornalismo sia nei regimi autoritari sia nelle democrazie consolidate.

La Repubblica Dominicana guida la classifica con 82,17 punti ed è l'unico Paese inserito nella categoria "Con libertà di espressione". Seguono Cile, Canada, Brasile, Uruguay e Giamaica. Gli Stati Uniti registrano la caduta più marcata, con una perdita di 22,65 punti e l'arretramento all'undicesimo posto, attribuito anche alla retorica ostile verso la stampa durante l'amministrazione di Donald Trump.

In fondo alla graduatoria restano Venezuela (7,02 punti) e Nicaragua (18,22), classificati come Paesi "senza libertà di espressione". In Venezuela la Sip denuncia la chiusura di oltre 400 emittenti radiofoniche e l'arresto di 25 giornalisti dopo le elezioni del 2024. Tra i contesti più critici figurano anche El Salvador e Cuba.

Il rapporto evidenzia infine che omicidi, detenzioni arbitrarie, procedimenti giudiziari e pressioni economiche sui media rendono questo uno dei periodi più difficili per il giornalismo nella regione, con crescenti rischi di autocensura e criminalizzazione del lavoro indipendente.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni