Le forze ucraine affermano di aver respinto oltre 40 assalti e rotto l'accerchiamento; bombardamenti a Sumy e avanzata russa nella regione di Dnipro
Mentre a Ginevra si tratta la pace, Mosca continua a pretendere pezzi di territorio ucraino che non sono ancora sotto il suo controllo. E Kiev, per tutta risposta, rimette saldamente i piedi nel centro di Pokrovsk, roccaforte strategica nel Donetsk conteso che il presidente russo Vladimir Putin reclama.
Le forze di difesa ucraine hanno annunciato di aver "eliminato i russi" nella parte centrale della città, obiettivo primario di un'offensiva russa che va avanti da mesi senza esclusione di colpi. I soldati di Kiev hanno ripreso la zona della stazione ferroviaria, quella dove sorge l'istituto pedagogico e quella del parco Soborny.
I paracadutisti d'assalto tengono le proprie posizioni, ma "i combattimenti sono in corso", precisano i militari ucraini, che hanno anche annientato a colpi di droni una postazione russa annidata su un alto edificio nell'area industriale, da dove i cecchini dominavano un'importante fetta della città.
Secondo Kiev, le truppe sono riuscite a rompere la linea di accerchiamento a nord, tagliando la linea di approvvigionamento logistico delle forze russe. Queste hanno reagito furiosamente: su oltre 110 scontri e combattimenti registrati nel corso della giornata in tutta l'Ucraina, quasi la metà si segnalano a Pokrovsk, con oltre 40 assalti russi "respinti" dagli ucraini.
Anche la Russia guarda ovviamente a Ginevra, e forse in questo quadro vanno letti i nuovi massicci bombardamenti nella regione frontaliera di Sumy, nel nordest, una di quelle che - formalmente - non rientrano nei piani di annessione di Mosca. Le bombe hanno colpito un'area residenziale e una stazione dei vigili del fuoco, miracolosamente senza causare vittime. L'armata russa ha poi continuato la sua avanzata nella regione di Dnipro, anch'essa fuori dal pacchetto di quelle che Mosca brama, conquistando i villaggi di Tikhoye e Otradnoye. Lo ha annunciato il ministero della Difesa, precisando che i tentativi ucraini di sfondare la sacca di Pokrovsk per rompere l'accerchiamento "sono stati respinti".
Intanto continuano le provocazioni sugli aeroporti europei: in serata lo scalo di Vilnius è stato temporaneamente chiuso a causa di una nuova violazione dello spazio aereo lituano da parte di palloni aerostatici in arrivo dalla Bielorussia. A causa delle ripetute violazioni la Lituania aveva chiuso la frontiera con Minsk lo scorso 31 ottobre, riaprendola solo qualche giorno fa. Sabato sera un allarme droni aveva invece costretto alla chiusura l'aeroporto olandese di Eindhoven.