Il calo riflette l'allentamento dello slancio estero e le tensioni con gli USA; le importazioni crescono solo dell'1% per recessione immobiliare e mercato del lavoro debole
Inoltre, gli esportatori del Dragone avevano tuttavia già anticipato le spedizioni per evitare gli scenari più penalizzanti di dazi Usa elevati: i dati odierni sembrano segnalare che la strategia di anticipazione si sia esaurita a ottobre, gettando le basi per la normalizzazione delle esportazioni. Di conseguenza, sul governo centrale di Pechino potrebbe tornare ad aumentare la pressione affinché la Cina faccia maggiore affidamento sulla domanda interna.
Allentando una situazione che minacciava di far precipitare le relazioni bilaterali in una vera e propria guerra commerciale, Cina e Usa hanno concordato alla fine di ottobre di revocare una serie di misure punitive, tra cui i dazi elevati, i controlli sulle esportazioni di terre rare e minerali essenziali, e tecnologie avanzate. Mentre Pechino s'è impegnata a comprare più soia dagli Stati Uniti e a collaborare con Washington per reprimere i flussi di fentanyl, nonché a eliminare ulteriori dazi sui prodotti agricoli americani, tema particolarmente sensibile per una parte fondamentale della base di Trump.
Le importazioni cinesi dagli Stati Uniti sono scese dell'11,6% su base mensile a ottobre, secondo i dati doganali, mentre le esportazioni nella direzione opposta sono aumentate dell'1,8%.