Estero

Usa, due veterani dell'Iraq autori delle ultime stragi

29 settembre 2025
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Stesso corpo dell'esercito, stessa età, stessa missione in Iraq. Gli autori delle ultime due stragi avvenute negli Stati Uniti durante il week-end sono veterani dei marines, quarantenni, dispiegati nello stesso periodo nella missione americana "Iraqi Freedom". Almeno sette morti e oltre dieci feriti in totale, due comunità sotto shock, in Michigan e North Carolina, e ancora nessun movente per gli ennesimi episodi di violenza delle armi in America.

La prima sparatoria è avvenuta sabato sera nella cittadina di Southport, in un bar sul lungomare. Tre persone sono morte e almeno altre sei sono rimaste ferite dopo che l'ex militare Nigel Edge ha aperto il fuoco dalla sua imbarcazione prima di fuggire sull'Intercoastal Waterway ed essere fermato mezz'ora dopo dalla guardia costiera americana. Sarà interrogato nelle prossime ore e forse rivelerà le ragioni del suo gesto folle.

L'altro attacco, il cui bilancio provvisorio è di quattro morti e otto feriti per via anche dell'incendio appiccato nella chiesa mormone di Grand Blanc, è stato sferrato dall'ex marine Thomas Jacob Sanford che, come Edge, aveva partecipato alla missione Iraqi Freedom, più o meno negli stessi anni, dal 2004 al 2008. Un crimine mirato, il suo, contro la fede mormona "che odiava", hanno dichiarato gli inquirenti.

Il problema delle diffusione senza regole di armi è endemico agli Stati Uniti: dall'inizio dell'anno ci sono state già 324 sparatorie di massa, secondo il Gun Violence Archive che definisce "di massa" una sparatoria in cui quattro o più persone vengono colpite. Ma le due stragi ad opera di due ex soldati rivelano anche un altro dramma. Entrambi erano stati feriti nel Paese mediorientale e, una volta tornati in patria, erano stati decorati con diverse medaglie. Edge soffriva però di disturbi mentali.

Nell'ultimo anno aveva denunciato una serie di medici e una chiesa, era diventato un sostenitore di teorie cospirazioniste e ed era convinto di essere perseguitato. "Ci sono persone là fuori che lottano contro la psicosi e la schizofrenia, e dobbiamo curarle affinché non arrechino danno alla comunità e non si facciano del male", ha affermato il governatore della North Carolina, il repubblicano Josh Stein. "Dobbiamo impegnarci di più nell'affrontare le malattie mentali gravi", ha aggiunto senza tuttavia spiegare come mai, nonostante gli evidenti segni di squilibrio, il veterano fosse libero di girare armato per la città.

L'altro aggressore, cresciuto a pochi chilometri dalla chiesa che ha attaccato, aveva una moglie e un figlio. Appassionato di caccia, spesso postava sui social foto di sé accanto ad un cervo appena ucciso. Durante il servizio militare, si era specializzato nella gestione di equipaggiamenti per veicoli militari. Dopo aver lasciato il servizio, ha svolto una serie di lavoretti, tra cui giardiniere, spazzaneve e camionista per la Coca Cola.

Nel 2020 aveva sostenuto Donald Trump alle elezioni. Sulla sua pagine Facebook, infatti, c'è una foto che lo ritrae con indosso una maglietta mimetica della campagna del repubblicano, con la scritta "Make Liberals Cry Again", "Fai piangere i liberali di nuovo". Mentre una foto della sua casa scattata da Google Street View a giugno, mostrava un cartello Trump-Pence appeso alla recinzione del giardino. Era stato arrestato dalla polizia per furti in casa e guida in stato di ebbrezza.