Estero

I paesi più poveri dovranno rimborsare un debito record alla Cina nel 2025

Il debito di 22 miliardi di dollari minaccia la spesa per sanità e istruzione in 75 nazioni vulnerabili

27 maggio 2025
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I paesi più poveri del mondo sono destinati a rimborsare alla Cina un debito record nel 2025, su prestiti concessi dieci anni fa, al culmine della Belt and Road Initiative (BRI), la Nuova Via della Seta lanciata nel 2013 dal presidente Xi Jinping.

È quanto emerge dall'ultima ricerca del Lowy Institute, un think tank di Sydney, secondo cui Pechino ha prestato miliardi di dollari per costruire infrastrutture che collegassero Asia, Europa e Africa, cercando al contempo di rafforzare l'influenza cinese e le relazioni commerciali.

La Repubblica popolare, in altri termini, si sta trasformando da banchiere a esattore dei debiti: dei 35 miliardi di dollari di rimborsi del debito che i paesi in via di sviluppo sono tenuti a versare nel 2025 al Dragone, 22 miliardi sono a carico dei 75 paesi più poveri e vulnerabili del mondo, mettendo a rischio la spesa per sanità e istruzione. In 54 paesi in via di sviluppo, i pagamenti del debito alla Cina saranno maggiori di quelli totali dovuti al Club di Parigi dei creditori bilaterali occidentali.

"Mentre Pechino si sposta verso il ruolo di esattore di debiti, i governi occidentali rimangono concentrati sulle questioni interne, con aiuti in calo e sostegno multilaterale in frenata", osserva il rapporto, mettendo in guardia dal rischio di battute d'arresto su sviluppo e instabilità. Una situazione, inoltre, che mette potenzialmente il Dragone nelle condizioni di usare queste nazioni come una pesante leva geopolitica.

Nel corso del briefing quotidiano, la portavoce del ministero degli esteri cinese Mao Ning ha affermato di "non essere a conoscenza della situazione specifica o delle basi del rapporto", ma di poter ribadire che "la cooperazione finanziaria e di investimento della Cina con i paesi in via di sviluppo segue le norme internazionali, le regole di mercato e il principio di sostenibilità del debito".