Estero

Israele sotto il fuoco dei raid di Iran e Hezbollah

4 marzo 2026
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Per la prima volta dalla tregua di 15 mesi fa, ieri sera Hezbollah ha attaccato Tel Aviv e le aree centrali di Israele. Ogi i droni dal Libano sono stati lanciati sulla città in simultanea con i missili dall'Iran, in un'operazione concordata che prende ancor più di mira il nord del paese con un martellamento di ordigni su Haifa e la Galilea.

Raffiche di bombe a grappolo hanno centrato Metula, cittadina al confine tra i due paesi, dove gli artificieri della polizia sono intervenuti per neutralizzare le numerose testate esplosive sparse sul territorio, mai usate finora dal gruppo filoiraniano durante il conflitto.

Gli allarmi sono scattati di continuo durante la giornata spingendo milioni di persone a rifugiarsi nelle aree protette, anche a Gerusalemme e in Cisgiordania.

Gli intercettori israeliani e di tutta la regione hanno lavorato a pieno ritmo, le esplosioni in aria hanno scosso edifici e animi, la polvere nera si è depositata ovunque, le schegge metalliche arroventate cadute a terra hanno provocato danni ma nessuna vittima tra i civili. Mentre l'esercito (IDF) ha fatto sapere che alcuni missili anti-carro sparati dall'organizzazione sciita nel sud del Libano hanno ferito due soldati.

I raid si susseguono mentre Israele e gli USA aggiornano continuamente sugli obiettivi colpiti nella Repubblica islamica. Nonostante il micidiale via vai di testate esplosive nei cieli di Israele, nelle prossime ore è prevista l'apertura graduale dell'aeroporto internazionale Ben Gurion, con la compagnia di bandiera israeliana El Al che ha pubblicato il programma dei voli di soccorso previsti per le successive 24 ore.

Il primo, in partenza da Atene, dovrebbe atterrare a Tel Aviv nelle prossime ore. Altri cinque aerei civili dal Nord America e tre da Bangkok sarebbero pronti a decollare. Tra le persone che hanno chiesto di essere rimpatriate anche molti medici che si trovavano all'estero il 28 febbraio, quando sono iniziati gli attacchi israelo-americani in Iran.

Il ministero della salute di Gerusalemme ha aggiornato le informazioni dopo gli ultimi raid dichiarando che dall'inizio dell'operazione "Il ruggito del Leone" 1'400 persone sono state soccorse e portate negli ospedali, di cui 145 sono ricoverate in terapia intensiva.

In questi giorni in cui la platea internazionale guarda al Medio Oriente con il fiato sospeso e la storia supera di continuo soglie sconosciute in termini militari e strategici, durante la decima ondata di attacchi su Teheran, un F-35I Adir ha abbattuto un aereo da combattimento iraniano Yak-130, di produzione russa.

L'IDF lo ha definito il primo abbattimento al mondo di un caccia con equipaggio messo a segno da un F-35, un evento eccezionale non solo perché i combattimenti aerei sono rari, ma anche perché l'aeronautica iraniana evita di confrontarsi con l'IAF, ritenuta decine di volte più potente.

Allo stick (come viene chiamata la cloche dei caccia) c'era un giovanissimo pilota, a cui sono andati i complimenti, mentre era ancora in volo. del comandante dell'aeronautica Tomer Bar: "l'abbattimento storico sopra i cieli di Teheran è espressione della potenza dell'IAF e della tua determinazione personale. Vedo che hai ricevuto ottime basi, sono orgoglioso di tutti voi. La prossima missione vi sta già aspettando", gli ha detto.

Il pilota ha risposto che "gli iraniani si sentivano in una situazione di successo subito dopo aver attaccato i paesi del Golfo. Il pilota iraniano ha commesso un errore e lo abbiamo abbattuto", ha raccontato facendo ritorno verso casa.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni