Estero

Rinviato il processo per cospirazione contro lo Stato in Tunisia

Proteste e sciopero della fame tra gli imputati, mentre il ministro dell'Interno tunisino ribadisce la posizione sui migranti

12 aprile 2025
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Il Tribunale antiterrorismo di Tunisi ha rinviato al 18 aprile l'udienza del processo a una quarantina di persone - tra funzionari di partito, avvocati, imprenditori e membri dei media - accusate di "cospirazione contro lo Stato": lo ha annunciato su Facebook l'avvocato Dalila Mssadek, sorella di uno degli imputati.

L'udienza di ieri, interrotta tre volte dai giudici, è stata segnata dalle proteste delle famiglie e degli avvocati dei detenuti, che sono in sciopero della fame e chiedono di comparire di persona, mentre i giudici hanno disposto di ascoltarli in video conferenza.

Rifiutandosi di essere ascoltati in videoconferenza, sei imputati - tra cui l'avvocato Jawhar Ben Mbarek e un ex alto funzionario del partito islamista Ennahdha, Abdelhamid Jelassi - hanno iniziato uno sciopero della fame.

Intanto, il ministro dell'Interno tunisino, Khaled Nouri, ha ribadito la ferma posizione della Tunisia contro la possibilità di diventare "una terra di insediamento o di rifugio", sottolineando che Tunisi "non sarà custode dei confini di alcun Paese se non dei propri".

Nouri era ieri a Napoli per la seconda riunione dei ministri dell'Interno degli Stati membri del Comitato direttivo per il rimpatrio volontario dei migranti irregolari nei loro Paesi di origine.

Secondo un comunicato stampa del governo, la riunione si è concentrata sulla discussione di "misure e meccanismi per facilitare il rimpatrio volontario dei migranti irregolari". All'incontro, organizzato dal ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi, hanno partecipato anche i ministri dell'Interno di Algeria e Libia, nonché il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, Edmondo Cirielli.

Durante l'incontro, Nouri ha affrontato la fragile situazione geopolitica nelle regioni del Sahel e del Sahara, evidenziando l'esplosione demografica che sta colpendo sia queste aree che il continente africano in senso più ampio, e ha spiegato le ragioni che spingono i giovani a rischiare la vita tentando la migrazione irregolare dai loro Paesi d'origine verso l'Europa. "La Tunisia è uno dei Paesi più colpiti da questo fenomeno a causa della sua vicinanza all'Europa", ha sottolineato.

"Le nostre forze di sicurezza e militari lavorano instancabilmente per proteggere i confini terrestri e marittimi della Tunisia, smantellare le reti della tratta di esseri umani e del traffico di migranti e prevenire qualsiasi tentativo di infiltrazione, il tutto nel rispetto dei nostri obblighi di soccorso e assistenza umanitaria", ha osservato il ministro, aggiungendo che "la Tunisia fornisce aiuti a tutti i migranti senza discriminazioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale e degli standard in materia di diritti umani".