Italia
17.09.2022 - 11:30

Meno olive in Italia: ecco servito il caro-olio

Il crollo della produzione nella Penisola (-30%) quasi certamente si tradurrà in un sensibile aumento dei prezzi

Ansa, a cura di Red.Web
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Keystone
Meno olive sulle piante, meno bottigliette in tavola

Con il crollo della produzione nazionale di olive, stimato del -30%, le famiglie italiane devono dire addio a quasi 1 bottiglia su 3 di olio extravergine Made in Italy mentre l’esplosione dei costi, in media del 50%, sta mettendo in ginocchio le aziende agricole e i consumatori dovranno far fronte ai rincari dei prezzi al dettaglio.

È quanto emerge dal rapporto "2022, la guerra dell’olio Made in Italy" di Coldiretti (la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana) e Unaprol (il Consorzio olivicolo italiano) diffuso in occasione dell’avvio lungo la penisola della raccolta delle olive 2022/2023 in un anno profondamente segnato dai cambiamenti climatici e dai rincari di energia e materie prime.

A pesare sulla produzione italiana, con un calo stimato del -30%, è stata una siccità devastante che ha messo in stress idrico gli uliveti.

In Sicilia si prevede una produzione in netto calo rispetto alla campagna precedente, attestatasi intorno a 330 milioni di chili di olio prodotto. Il calo è diffuso del Sud Italia, specie nelle regioni più vocate all’olivicoltura come Puglia e Calabria, che da sole rappresentano circa il 70% della produzione olivicola nazionale. Nelle regioni centrali, come Lazio e Toscana, l’andamento è a macchia di leopardo, con un leggero rialzo della produzione rispetto all’anno precedente, stimabile tra il 10 e il 20%.

Sembra andar meglio invece nel resto d’Italia con il Nord, che segna un aumento produttivo attorno al 40-60% fra Liguria, Lombardia e Veneto. "Con l’esplosione dei costi, aumentati in media del 50% nelle aziende olivicole – evidenziano Coldiretti e Unaprol – quasi 1 su 10 (9%) lavora in perdita ed è a rischio di chiusura".

"Olivicoltori e frantoiani sono costretti a fronteggiare l’incremento dell’elettricità, i cui costi sono quintuplicati. E se i costi crescono per l’olio extravergine d’oliva sono attesi forti rincari sugli scaffali in autunno con l’arrivo delle nuove produzioni".

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