svolta dopo 100 anni
30.03.2022 - 20:08
Aggiornamento: 21:37

Usa: il linciaggio diventa reato federale

Biden firma il provvedimento: ‘Il linciaggio è stato terrore puro per portare avanti la bugia che non tutti siamo stati creati uguali’

Ansa, a cura de laRegione
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Emmett Till, assassinato a soli 14 anni: la legge ha preso il suo nome (Keystone)

Ci sono voluti più 100 anni e innumerevoli falliti tentativi, ma alla fine il linciaggio è riconosciuto come un reato federale. Joe Biden ha firmato il provvedimento approvato dal Congresso e con il quale gli Stati Uniti provano a voltare pagina su uno dei capitoli più neri della loro storia. "Il linciaggio è stato terrore puro per portare avanti la bugia che non tutti siamo stati creati uguali", ha detto il presidente americano, augurandosi che le legge possa contribuire a sostenere la lotta all’odio e al razzismo che ancora dilagano nel Paese.

Emmett Till, un simbolo

"L’odio razziale è un problema persistente, non va mai via. Si nasconde e appena gli si concede anche solo una boccata di ossigeno torna a ruggire. Quello che lo può fermare siamo tutti noi", ha tuonato Biden nel corso della cerimonia per la firma del testo intitolato a Emmett Till, il quattordicenne afroamericano barbaramente linciato nel 1955 in Mississippi e divenuto per decenni simbolo della lotta per la conquista e la difesa dei diritti civili. La famiglia di Till plaude commossa: "Siamo contenti, è la dimostrazione che Emmett è ancora con noi per assicurarci che nessuno possa farla più franca con un reato come questo".

La firma di Biden mette fine a oltre 100 anni di falliti tentativi del governo americano per inquadrare legalmente il linciaggio come reato, punibile ora con pene fino a 30 anni di carcere. La norma è stata approvata in un raro slancio bipartisan dal Congresso: alla Camera ci sono stati solo tre voti contrari, di tre repubblicani, in Senato nessuno. Il primo tentativo di riconoscere il linciaggio come reato federale risale al 1900. Negli anni le norme si sono susseguite senza però alcun esito: sono state ripetutamente bloccate, soprattutto durante nell’era Jim Crow.

Oltre 200 bocciature

Complessivamente i tentativi sono stati oltre 200, in quella che da più parti è stata valutata come una debacle dei legislatori americani, un tradimento nei confronti degli elettori e dei valori di un Paese. "Siamo finalmente qui, dopo generazioni, ad assistere a questo momento storico", ha commentato evidentemente soddisfatta la vice presidente americana Kamala Harris, una delle promotrici dell’iniziativa. La misura ha ritrovato slancio con la morte del ‘gigante buono’ George Floyd e del jogger Ahmud Arbery, gli afroamericani divenuti il simbolo del movimento Black Lives Matter e uccisi dalla polizia. Due casi che, secondo gli esperti, non sono stati altro che una forma moderna del linciaggio dei decenni passati.

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