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27.09.2021 - 07:25

A San Marino l’aborto non è più un reato

Il SI vince con il 77.28%. Fino ad oggi l’interruzione volontaria della gravidanza era punibile con il carcere fino a 6 anni

Ansa, a cura de laRegione

Passa con una schiacciante maggioranza di Sì la depenalizzazione dell’aborto a San Marino dove oggi si è votato il referendum che cancella il reato per le donne che interrompono la gravidanza. Il Sì vince con 77,28% dei voti contro il 22,72%. È un risultato storico per la Repubblica di San Marino, che a 43 anni di distanza dalla legge italiana, ammette l’aborto. Il referendum di iniziativa popolare, che ha visto in prima linea l’Unione donne sammarinesi (Uds), segna quindi un momento importante di un percorso iniziato nel 2003 con la prima proposta di legge in questo senso da parte della parlamentare di Sinistra Unita Vanessa Muratori. Mentre questa sera i dati trasmessi dai rappresentati del comitato promotore presenti in ogni seggio, arrivavano alla spicciolata marcando il netto distacco del sì fin da subito, le donne dell’Uds riunite al Bar Tabarrini con giornalisti e attiviste delle città romagnole e marchigiane limitrofe, festeggiavano. “Ogni dato che arriva viene commentato con urla di gioia. In alcuni seggi i sì sono più del doppio del no - ha subito commentato, Rosa Zafferani, del direttivo Uds - si può immaginare la nostra felicità perché tutto l’impegno che ci abbiamo messo viene ripagato. Le donne hanno avuto fiducia in noi e sono state tante ad andare a votare oggi. Le donne sono state il 20% in più rispetto agli uomini, ma per avere una maggioranza così schiacciante significa che anche gli uomini hanno capito e ci hanno dato fiducia”. A San Marino - che rimane uno Stato cattolico confessionale che nella tradizione politica e sociale si definisce fondato dal Santo Marino, appunto, nell’anno 301, - gli elettori si sono così espressi definitivamente sulla depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza considerata, fino ad oggi, un reato punibile con la reclusione fino a 6 anni.

A votare per il referendum, spiega una nota del Titano, sono stati 14.558.elettori: il voto interno si è attestato sul 60,30% per un totale di 13.850 voti mentre gli elettori esteri sono stati 708. L’affluenza del 41,11% è risultata in linea con la tornata referendaria di giugno 2019. Ora, con la vittoria del sì, il Congresso di Stato sarà chiamato a redigere entro sei mesi un progetto di legge volto a disciplinare l’interruzione volontaria di gravidanza in territorio sammarinese. Nel dettaglio - viene esplicitato - la Reggenza, ricevuto il progetto di legge, lo trasmetterà al Collegio Garante della costituzionalità delle norme perché si esprima sulla compatibilità della proposta. Il Congresso di Stato, apportati eventuali emendamenti, depositerà il progetto di legge all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale che lo inserirà all’ordine del giorno della prima seduta utile. “L’importante affluenza, in linea con quella del 2019 - osserva Elena Tonnini, Segretario di Stato per gli Affari Interni - conferma l’attenzione dei sammarinesi per lo strumento del referendum con la differenza che, in questa occasione, si è chiesto alla cittadinanza di esprimersi su un unico quesito mentre nel recente passato i quesiti erano due o più. L’esito referendario, il grande divario tra sì e no - conclude - evidenzia che i sammarinesi hanno le idee chiare sul tema dell’interruzione di gravidanza”

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