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(Keystone)
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08.02.2021 - 20:41

L'Ue risponde a Mosca: espulsi 3 diplomatici russi

L'Europa prova a mettere pressione a Putin. I sondaggi premiano il presidente dopo la diffusione dei video di Navalny sulla sua reggia segreta

L'Europa risponde alla Russia. O meglio, lo fanno i Paesi colpiti dall'espulsione dei loro diplomatici - Germania, Polonia e Svezia - con una misura speculare. Occhio per occhio, dunque. La scelta è stata subito bollata da Mosca (che aveva accusato i diplomatici di aver preso parte alle proteste pro-Navalny) come "infondata" e ultima di una serie di azioni definite "ingerenze nei nostri affari interni". E via accusando. L'Europa intesa come Unione, invece, si sta ancora leccando le ferite per l'umiliazione inflitta all'Alto rappresentante della politica estera Josep Borrell. "Era un viaggio delicato, lo sapevamo prima che partisse", ha dichiarato il portavoce della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Borrell presenterà una relazione sul suo viaggio a Mosca al collegio dei commissari, alla plenaria del Parlamento europeo, e al Consiglio Esteri il 22 febbraio, e in quelle sedi si discuteranno "le implicazioni e le conseguenze". Ma, assicura l'Ue, durante i colloqui tra Borrell e l'omologo Serghei Lavrov si sono raggiunti dei "momenti di tensione" anche "feroci", sottolineando che l'Alto rappresentante "ha portato tutti i messaggi dell'Unione".

I rapporto tra Russia e Occidente, già difficili, promettono insomma di diventare ancora più roventi e questo potrebbe avere dei risvolti di politica interna, dato che è proprio sul 'resto del mondo' che poggia ora la strategia del team di Navalny per ottenere la liberazione del principe degli oppositori russi. "Faremo in modo che ogni leader straniero possa discutere con Putin nient'altro che della sua scarcerazione", ha assicurato in un messaggio alla base Leonid Volkov, responsabile della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione e luogotenente di Navalny. Il Fondo, ha rassicurato Volkov, è in grado di operare anche senza il suo leader, che ha dato istruzioni precise prima di finire in cella. Ci saranno "nuove inchieste" e "nuove manifestazioni pacifiche" nel prossimo futuro, oltre che un forte impegno a veder approvate dure sanzioni agli oligarchi della cerchia di Putin - colpendo così anche "il suo portafoglio".

Il video e i sondaggi

Lo zar, però, oggi gongola. Un sondaggio del Levada Center, rispettato istituto demoscopico russo, mostrerebbe infatti come il video sul suo 'palazzo segreto' - cavallo di battaglia di Navalny per incendiare la protesta - abbia avuto un impatto meno incisivo del previsto sulla società. Stando al Levada, la video-inchiesta sulla reggia principesca del Mar Nero è stata vista solo dal 26% degli intervistati. Un dato che si presta a varie interpretazioni. Un quarto della popolazione (sopra i 18 anni) non è male, ma è ben lontano dalle oltre 100 milioni di visualizzazioni sbandierate dal Fondo. Ancora. Un altro 10% dice di conoscere il contenuto del video, anche se non l'ha visto, mentre un 32% ne ha sentito parlare, benché non ne conosca i dettagli. Il 31% degli intervistati invece non ne sa proprio nulla. Ma il dato forse più interessante è il seguente: il 77% tra chi ha visto il film, ne conosceva il contenuto o almeno ne ha sentito parlare - dunque il 68% del campione - non ha cambiato il proprio atteggiamento nei confronti di Putin.

Per il 17% invece l'atteggiamento è peggiorato (e c'è un 3% per il quale è persino migliorato). Un terzo (33%) dei consapevoli si dice poi sicuro che le informazioni del video non siano "vere" mentre un altro 24% è convinto che, anche se lo fossero, il Paese ha cominciato a vivere meglio con Putin. Il che non suona come una condanna senz'appello. Insomma, la diga del consenso putiniano sembra tenere. Intanto il Partito Libertario (non registrato) ha notificato al comune di Mosca l'intenzione di tenere una manifestazione il prossimo 23 febbraio. Per sostenere Navalny ma anche per chiedere l'annullamento della pena del deputato comunale Yulia Galyamina e sollecitare il rilascio di Azat Miftakhov, lo studente condannato a sei anni di carcere in gennaio. Come dire, c'è vita nell'opposizione russa oltre a Navalny.

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