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28.06.2019 - 11:090

La Sea Watch è ancora bloccata davanti a Lampedusa

Lo sbarco sarà concesso solo se i migranti saranno collocati in altri paesi europei, ma un'intesa non c'è. Lo stallo potrebbe durare ancora a lungo

A 48 ore dall'ingresso nelle acque territoriali italiane, la Sea Watch resta ancora bloccata a mezzo miglio dal porto di Lampedusa e la situazione rischia di rimanere in stallo ancora a lungo.

Dal ministero dell'interno viene ribadito che la linea è sempre la stessa: l'autorizzazione allo sbarco verrà concessa solo ed esclusivamente nel caso in cui tutti i migranti a bordo vengano immediatamente ricollocati in altri paesi europei. Ma un'intesa, su questo punto, non c'è. E anche il prefetto di Agrigento, che in base al decreto sicurezza bis dovrebbe applicare le misure previste (multa fino a 50'000 euro ed eventuale sequestro della nave ai fini della confisca in caso di recidiva) al momento non si è mosso.

Una decisione verrà probabilmente presa nelle prossime ore ma è chiaro che se si decidesse di puntare al sequestro amministrativo bisognerà far scendere i migranti. E senza un accordo politico a livello europeo, dovranno essere accolti in strutture italiane. Una prospettiva che il ministro dell'Interno Matteo Salvini neanche vuole prendere in considerazione.

Se lo stallo politico non dovesse sbloccarsi, restano due sole alternative. La prima è una ulteriore forzatura da parte della comandante Carola Rackete, che potrebbe tentare di entrare nuovamente in porto come già accaduto ieri. Ma questo, fanno notare fonti inquirenti e investigatori, potrebbe aggravare ulteriormente la sua posizione: la Guardia di Finanza ha inviato alla procura di Agrigento una prima informativa in cui si ipotizzano nei suoi confronti i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di mancato rispetto dell'ordine di arrestare l'imbarcazione da parte di una nave da guerra. Nelle prossime ore il suo nome dovrebbe finire nel registro degli indagati e, se dovesse violare nuovamente le intimazioni delle autorità, nei suoi confronti potrebbe essere ipotizzata anche la resistenza a pubblico ufficiale.

L'altra possibilità è che intervenga direttamente l'autorità giudiziaria, come già successo in passato proprio per la Sea Watch e per la Mare Jonio, con un sequestro probatorio: in quel caso la nave entrerebbe in porto e i migranti sarebbero sbarcati. Ma allo stato, sempre secondo quanto si apprende, non ci sarebbe una decisione in questo senso.

Stallo, dunque, confermato pure da Sea Watch con un tweet: "alla nave tuttora negato l'ingresso in porto e lo sbarco delle 40 persone ancora a bordo. Un giorno di visite, interviste, aspettative e niente" ha scritto la Ong ricordando che la scorsa notte sono state evacuate due persone, un ragazzo con problemi medici e un minore che viaggiava con lui.

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