Estero

'L'Isis usa armi chimiche'

21 luglio 2015
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L’Isis ha cominciato a usare armi chimiche. Fino a ieri questo scenario era visto dalla comunità internazionale come uno dei rischi più grandi. Oggi ci sarebbero le prove che i jihadisti stanno già sperimentando bombe ‘sporche’ contro miliziani e civili curdi sia in Iraq che in Siria. Imbottendo gli ordigni usati negli attentati suicidi e i proiettili di mortaio con sostanze velenose.

La quasi certezza di questa escalation arriva da un rapporto, frutto di un’indagine condotta da due organizzazioni indipendenti britanniche: la Conflict Armament Research (Car) e la Sahan Research. Gli attacchi con armi chimiche accertati sarebbero almeno tre, di cui due avrebbero avuto luogo il mese scorso nella provincia settentrionale siriana di Hasakah. Il terzo, invece, sarebbe stato sferrato nei pressi della diga irachena di Mosul.

Intanto – secondo fonti delle amministrazioni Usa e irachena – l’Isis si starebbe trasformando da organizzazione terroristica a una vera e propria organizzazione statale, con una propria moneta o documenti di residenza per chi abita nei territori conquistati. E il leader supremo al Baghdadi – dato più volte per spacciato – avrebbe potenziato la leadership del gruppo, dando sempre più potere e autonomia ai suoi vice ma anche ai comandanti militari. Scenari – scrive il ‘New York Times’ – che potrebbero richiedere un ripensamento della strategia anti-Isis dell’occidente, che finora ha seguito un approccio soprattutto militare.

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